Artisti Associati saluta il grande Gianrico Tedeschi.  Dieci anni di attività insieme alla compagnia goriziana

Artisti Associati saluta il grande Gianrico Tedeschi. Dieci anni di attività insieme alla compagnia goriziana

CORMONS – La famiglia ArtistiAssociati perde un componente, uno degli artisti più profondi e allo stesso tempo capace di grande leggerezza, un attore capace di spaziare in tutti i generi teatrali, dal varietà al dramma, con un talento fuori dal comune e, prima di tutto, un uomo eccezionale. Gianrico Tedeschi (foto Le Pera)  – si legge in un comunicato diramato alla notizia della morte, avvenuta la sera del 27 luglio 2020 nella sua casa di Pettenasco (Novara), del noto artista che in aprile aveva compiuto 100 anni – ha partecipato alla nostra vita per dieci anni, portando in dono a Cormons, in occasione dell’inaugurazione del Teatro Comunale nel 1998, un intervento che era la celebrazione stessa del significato del teatro.

Proprio in quest’occasione Gianrico Tedeschi esprime la sua volontà di far nascere il sodalizio artistico con l’Impresa di Produzione goriziana. Da Milano a Cormons, Gianrico trasferisce la sua attività e anche la sua famiglia tanto da divenire in poco tempo un cormonese d’adozione amatissimo e da essere insignito della cittadinanza onoraria.

Sono iniziati così 10 anni tra i più belli e significativi della vita artistica di ArtistiAssociati. Gianrico è stato un maestro silenzioso: lui insegnava senza parole, bastava osservarlo. Rigoroso, attento ad ogni componente della compagnia, col suo spirito brillante, le idee innovative e originali.  Il debutto con ‘Minetti’ di T. Bernhard e poi subito dopo con ‘Le ultime lune’ di F. Bordon. Questo spettacolo è diventato un evento nazionale da primato. 550 recite dal 2001 al 2010 in praticamente tutti i teatri d’Italia.

E poi ancora: ‘Il medico per forza’ di Moliere, ‘Tutto per bene’ di Pirandello, ‘La rigenerazione’ di Svevo, ‘Metti in salvo il tesoretto’ di Plauto/Tedeschi. Infine il magnifico ‘Smemorando-La ballata del tempo ritrovato’, testo scritto da Gianrico stesso dove si sottolineava l’importanza della memoria in tutte le sue accezioni. Un lavoro dove il grande Gianrico aveva deciso di rivelare al suo pubblico i ricordi più veri più profondi non solo della sua straordinaria carriera ma dell’intera sua vita, a partire da quel centro di concentramento in cui era stato rinchiuso pur di non combattere al fianco dei Nazisti.

L’intero staff di ArtistiAssociati e il direttore Walter Mramor si stringono alle care Marianella, Sveva ed Enrica con grande affetto. Gianrico è stato una guida, un punto di riferimento; mancherà a tutti profondamente. E allo stesso tempo continuerà ad essere qui insieme a noi, sul palcoscenico, ogni volta che si aprirà il sipario.

 

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