Caffé Caucigh

Son du xangò in concerto venerdì 3 luglio al Caffè Caucigh di Udine

UDINE – Il concerto dei Son du xangò, venerdì 3 luglio 2020 al caffè Caucigh di Udine,  è il primo frutto della nuova collaborazione tra il caffè Caucigh ed Euritmica, fortemente voluta dai due direttori artistici Giancarlo Velliscig e Rocco Burtone. Sarà una collaborazione che continuerà nel tempo e vedrà l’alternanza sul palco di artisti e gruppi che propongono jazz tradizionale e contemporaneo.

Il quintetto Son du xangò – Margherita Crisetig, sax soprano e baritono; Francesca Hrast, vibrafono; Riccardo Casanova, basso elettrico; Alessandro Scolz, tastiere; Denis Zupin, batteria – accosta nel suo organico strumenti lontani dalla tradizione del tango e che conferiscono all’ensemble una sonorità “elettrica”, dovuta in particolare alla sezione ritmica formata da tastiere, basso elettrico  e batteria.

 

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NanoValbruna, la scienza in musica e viceversa. Protagonista lo scienziato Mauro Ferrari

VALBRUNA – Tra gli eventi che si susseguiranno nei quattro giorni di NanoValbruna 2020 dal 2 al 5 luglio ce ne sarà uno che lascerà a bocca aperta chi non conosce a fondo Mauro Ferrari.

Il professor Mauro Ferrari si è formato in matematica, ingegneria e medicina. Ha ricoperto ruoli di docente e ruoli dirigenziali in questi campi presso l’Università di Udine, l’Università della California, Berkeley, la Ohio State University, il National Cancer Institute degli Stati Uniti, la University of Texas Medical School e MD Anderson Cancer Center, il Houston Methodist Hospital e l’Università di St Thomas. Durante la sua carriera, Mauro Ferrari ha sempre mantenuto collaborazioni molto strette e produttive con molte istituzioni europee.  Nato a Padova, ha vissuto e studiato a Udine, Mauro Ferrari è riconosciuto come il pioniere della nanomedicina e dell’oncofisica del trasporto. Ha pubblicato oltre 500 articoli scientifici e 7 libri. È inventore di oltre 50 brevetti negli USA e nel mondo. Ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti nel campo della scienza. E’ molto impegnato “al servizio delle persone” – come lui stesso dichiara-  e per diversi progetti di “Giustizia sociale” per cui collabora con importanti fondazioni internazionali.  Mauro Ferrari, in Italia, è membro estero dell’Accademia Nazionale delle Scienze Accademia dei Quaranta e membro corrispondente della “Pontificia Accademia per la Vita”, nominato da Papa Francesco. E’ stato presidente del Consiglio europeo della ricerca (Bruxelles).

Pochi probabilmente sanno del suo passato di sportivo come cestista che lo ha portato a militare in diverse squadre del Bel Paese e della sua passione per la musica. Suona il sassofono e spesso si diletta con le sonorità blues della Rhythm and Blues Band, un gruppo di 18 musicisti di Cividale del Friuli (UD) con quarant’anni di musica e amicizia sulle spalle.

Sabato 4 luglio tra le montagne delle Alpi Giulie, in Val Saisera, si esibirà la Rhythm and Blues Band con Mauro Ferrari che canterà e suonerà il sax, presentando una storia di scienze, ricerche ed esperienze miscelate alla musica blues, fino ai classici dei mitici Blues Brothers. Durante la serata verranno illustrati i progressi della scienza e della ricerca nel campo della salute. Riflessioni e racconti renderanno la serata piacevole ma anche istruttiva per il pubblico. Si parlerà di salute ma anche di arte, cultura, scienza e momenti di vita. In caso di cattivo tempo il concerto si terrà a Pontebba (UD).

Un appuntamento da non perdere per la bellezza del paesaggio, la bravura dei musicisti e l’opportunità di stare insieme, anche se nel pieno rispetto delle norme anti Covid.

 

 

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foto di Alessandro Grassani

Covid-19 non ferma Friuli Venezia Giulia Fotografia: inaugura #CHANGE il 4 luglio a San Vito al Tagliamento

SPILIMBERGO – La 34ma rassegna FVG Fotografia organizzata dal CRAF decolla. Con le restrizioni post lockdown e il massimo rispetto delle regole, Il Centro Ricerca e Archiviazione della Fotografia inaugura l’edizione 2020 della storica rassegna in auge dal 1987 e rilancia la cultura attraverso grandi autori.

“Abbiamo scelto di costruire un progetto “fisico” che restituisse alle nostre comunità il bisogno di cultura – commenta il direttore del CRAF Alvise Rampini – la fotografia ci offre l’opportunità di trasmettere messaggi sociali importanti capaci di stimolare un comportamento più responsabile nei confronti della natura”.

La rassegna, cui è stato attribuito quest’anno il claim strategico #CHANGE, vede la collaborazione della Regione Friuli Venezia Giulia con il sostegno della Fondazione Friuli e il patrocinio dell’Università degli Studi di Udine. La manifestazione si occuperà delle radicali trasformazioni del pianeta, dei cambiamenti climatici e dell’uomo: “Il CRAF utilizza l’arte della fotografia per innescare una virtuosa riflessione sui temi ambientali – sottolinea il presidente Enrico Sarcinelli – rispettare il mondo nel quale viviamo è un’azione oggi più che mai imprescindibile”.

Friuli Venezia Giulia Fotografia apre dunque ufficialmente il 4 luglio a San Vito al Tagliamento, Comune socio del CRAF, con il progetto espositivo del fotografo Alessandro Grassani (sua l’immagine d’apertura)“Environmental migrants – the last illusion”, vincitore dell’undicesima edizione del Premio Giornalistico Amilcare Ponchielli. La mostra sarà accolta nella chiesa di San Lorenzo fino al 6 settembre 2020. L’autore documenta la storia e il disagio dei migranti climatici contemporanei della Mongolia, Haiti, Bangladesh e Kenya. Secondo una previsione delle Nazioni Unite, nel 2050 sul nostro pianeta ci saranno 200 milioni di migranti ambientali alla ricerca di una nuova vita in megalopoli sempre più povere e affollate. Ancora troppa l’indifferenza dei Paesi sviluppati verso questo fenomeno in crescita dove la fotografia non solo documenta ma ci incoraggia a reagire con determinazione alle immagini incisive dell’autore, per cambiare le sorti della specie umana e della natura che ci ospita.

Grassani, che ha esposto il progetto anche al Palazzo delle Nazioni Unite, riceverà dal CRAF il Premio Friuli Venezia Giulia Fotografia, l’ambito riconoscimento in passato attribuito a Mario Giacomelli, Mario De Biasi, Franco Fontana, Nino Migliori, Giovanni Gastel, Letizia Battaglia e molti altri ancora: “Il nostro albo d’oro è prestigioso – sottolinea il presidente – tutti i nomi che hanno segnato la storia della fotografia italiana sono passati al CRAF”. La mostra sarà visitabile gratuitamente dal 4 luglio al 6 settembre alla Chiesa di San Lorenzo. L’inaugurazione potrà essere seguita in diretta attraverso i canali social.

La rassegna proseguirà in autunno a Pordenone con il progetto del fotografo Francesco Comello“L’isola della salvezza”, che ha vinto il terzo posto al World Press Photo. Racconta la vita in un centro spirituale, educativo e culturale in Russia, che oggi accoglie 300 ragazzi. Senza Tv, internet, cellulari e denaro, lavorano la terra, studiano, ballano. Forgiano l’anima e allenano il corpo al cambiamento individuale. A Comello sarà consegnato il Premio Friuli Venezia Giulia Fotografia per un autore regionale. La mostra sarà aperta a Palazzo Ricchieri, dal 9 ottobre al 15 novembre.

L’ultimo appuntamento in programma è a febbraio 2021. Il CRAF a Palazzo Tadea, dal 20 febbraio al 25 aprile, ospiterà il francese Yann Arthus-Bertrand, monumento vivente della fotografia aerea, con la mostra “Home”. Viste dal cielo, le ferite della Terra sono ben evidenti, le immagini documentano i cambiamenti e l’impatto dell’uomo sul pianeta, sensibilizzando tutti allo sviluppo sostenibile dagli oceani alle vette delle montagne, dalla savana africana ai ghiacciai antartici, le sue opere manifestano un profondo rispetto e amore per la Terra. Yann Arthus-Bertrand ha creato nel 2005 la Foundation GoodPlanet. Tra film, mostre, pubblicazioni e programmi formativi, la Fondazione promuove iniziative a tema ambientale in tutto il mondo, per sviluppare la coscienza ecologica collettiva e per venire in aiuto alle comunità più esposte a rischi ambientali.

Yann Arthus-Bertrand riceverà dal CRAF il prestigioso International Award of Photography: “La sua presenza ci onora – commenta Sarcinelli – e, se le restrizioni ce lo permetteranno, contiamo di organizzare un incontro pubblico all’università e la proiezione del suo lungometraggio Home”.

 

ALESSANDRO GRASSANI

ENVIRONMENTAL MIGRANTS – THE LAST ILLUSION
La migrazione ambientale è un ordigno inesploso: in futuro l’intero pianeta dovrà fare i conti con questo grave problema economico e sociale. Nel 2050 una persona su 45 sarà un migrante ambientale – complessivamente 200 milioni di persone. Oggi sono già 10 milioni. Non hanno un vero nome e per il diritto internazionale nemmeno uno status. Inseguono la speranza di un futuro migliore nelle grandi città ma trovano soltanto “l’ultima illusione”. Alessandro Grassani li ha incontrati in Bangladesh, Mongolia, Kenya e Haiti.

Il progetto fotografico documenta la trasformazione del nostro pianeta e dimostra il devastante impatto sociale della migrazione tra le zone rurali e urbane. in ogni Paese l’autore confronta le storie delle persone che lottano contro le avversità ambientali nelle campagne con la vita dei migranti nei bassifondi delle capitali.

 

IL PROGETTO

Nel 2008, per la prima volta nella storia dell’uomo, la popolazione che vive nelle città ha superato quella delle campagne. Le metropoli crescono indiscriminatamente per l’arrivo dei migranti ambientali, costretti a fuggire dalle zone colpite dai cambiamenti climatici e destinati a diventare – nel giro di pochi decenni – la nuova emergenza umanitaria mondiale.

Le Nazioni Unite stimano che nel 2050 saranno presenti 200 milioni di migranti ambientali, tutte persone che non raggiungeranno le nazioni ricche, ma cercheranno nuove forme di sostentamento nelle aree urbane dei loro paesi d’origine, nelle baraccopoli, già sovraffollate e poverissime. Disastrose sono e saranno le conseguenze per il pianeta.

Oggi il 90% di questa migrazione avviene proprio nei Paesi meno sviluppati, i più colpiti dai cambiamenti climatici e dal fenomeno della migrazione ambientale rurale-urbana.

Il titolo del progetto “l’ultima illusione” si riferisce alla speranza dei migranti ambientali di trovare una vita migliore nelle città, sogno infranto a causa della mancanza di risorse, competenze e di opportunità.

Il progetto include quattro sezioni: Ulan Bator – Mongolia, Dhaka – Bangladesh, Nairobi – Kenya e Port au Prince – Haiti. Questi luoghi rappresentano le diverse tipologie di cambiamenti climatici che, a livello globale, influenzano il fenomeno delle migrazioni ambientali: dall’estremo freddo della Mongolia, al processo di desertificazione in Kenya, passando attraverso le inondazioni, cicloni e innalzamento del livello del mare in Bangladesh e Haiti.

 

BIOGRAFIA

Alessandro Grassani è un fotografo documentarista che utilizza la fotografia e la ripresa video come principale forma di espressione. Dal 2004 al 2006 ha lavorato in Israele e nei territori palestinesi: era lì durante i funerali di Yasser Arafat; prima e durante lo sgombero dei Coloni israeliani dalla Striscia di Gaza; di nuovo dopo la vittoria di Hamas alle elezioni e l’operazione militare israeliana “Summer Rain”. Ha lavorato intensamente in Iran dove si è recato per la prima volta alla fine del 2003 per documentare il terremoto che distrusse la città di Bam. Vi ha fatto ritorno una dozzina di volte per indagare la situazione della comunità ebraica e ha lavorato su un progetto a lungo termine dedicato alle minoranze etniche iraniane.

Ha lavorato a progetti personali e servizi commissionati in oltre 40 Paesi; collabora, tra gli altri, con L’Espresso, Time Magazine, Sunday Times, The New York Times, CNN, Stern, Sette del Corriere della Sera e organizzazioni come ONU, Doctors of the World, International Organization for Migration e UNOPS.

I suoi lavori sono stati esposti in festival e musei a livello internazionale come al Palazzo delle Nazione Unite, Palais de la Porte Dorée a Parigi, International Center for Climate Governance, Royal Geographic Society, Sommerset House di Londra, Visa Pour l’Image a Perpignan.

È stato premiato per due volte ai Sony World Photography Awards, Days Japan International Awards, Luis Valtueña Humanitarian Photography Award, Premio Marco Luchetta e Premio Amilcare Ponchielli.

Alessandro Grassani è Sony Global Imaging Ambassador e docente di fotografia documentaristica all’Accademia John Kaverdash di Milano.

ALESSANDRO GRASSANI

ENVIRONMENTAL MIGRANTS – THE LAST ILLUSION

4 luglio – 6 settembre 2020

Chiesa di San Lorenzo

San Vito al Tagliamento (PN)

ORARI DI APERTURA DELLA MOSTRA

SABATO E DOMENICA 10.30-12.30/ 15.30-19.00

Per info: segreteria@craf-fvg.it; organizzazione@craf-fvg.it

Tel. 0427-91453

 

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Personale di Rocco Burtone al caffè Caucigh di Udine dal 30 giugno al 9 luglio

UDINE – Martedì 30 giugno 2020 a Udine, alle ore 18.00 al Caffè Caucigh in. via Gemona, inaugurazione della mostra pittorica di Rocco Burtone. Previsti interventi di Marco Orioles. La personale, organizzata in collaborazione con Art&Stella e Massimo Passon, sarà esposta fino al 9 luglio.

 

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foto di Alessandro Grassani,

“Positivi al cambiamento” con Alessandro Grassani conclude lunedì 29 giugno “Venti minuti con il CRAF”

SPILIMBERGO – Si conclude lunedì 29 giugno 2020 alle 19.00 “Venti minuti con il CRAF”, il format di live talks su facebook ideato dal Centro Ricerca e Archiviazione della Fotografia di Spilimbergo. A chiudere la prima serie di incontri sarà il fotografo Alessandro Grassani(sua la foto in apertura), autore del progetto “Environmental migrants – the last illusion” che il CRAF ha selezionato per la 34esima edizione della rassegna Friuli Venezia Giulia Fotografia. 

La mostra, già esposta a New York al Palazzo delle Nazioni Unite, sarà visitabile gratuitamente nella chiesa di San Lorenzo a San Vito al Tagliamento dal 4 luglio al 6 settembre. “Ci prepariamo al primo grande evento della rassegna – afferma il direttore Alvise Rampini – questo incontro live ci aiuterà a presentare l’autore al nostro pubblico”.

L’appuntamento online, intitolato “Positivi al cambiamento”, al quale parteciperanno anche il responsabile delle pagine Cultura & Spettacoli del Messaggero Veneto, Oscar D’Agostino, e il direttore del CRAF, costituisce un’anticipazione del claim “change” scelto per la 34esima edizione della rassegna Friuli Venezia Giulia Fotografia: “Abbiamo bisogno di cambiamenti, soprattutto dopo la pandemia – afferma Enrico Sarcinelli, presidente del CRAF –per migliorare la sopravvivenza del nostro pianeta e dell’uomo. Forse la fotografia ci può aiutare a coinvolgere un’ampia platea di cittadini con i quali condividere riflessioni e possibili azioni verso un futuro più sostenibile”.

Grassani durante il lockdown ha realizzato per il New York Times un servizio dedicato all’Italia durante Covid-19: “È una prerogativa della fotografia testimoniare la realtà e ricordarcela un giorno – commenta – le immagini dell’Italia durante la pandemia saranno davvero preziose tra qualche anno, come formidabili documenti di un Paese che, ci auguriamo, recuperi presto la sua vitalità”.

“Venti minuti con il CRAF” riprenderà a fine agosto con nuovi protagonisti: “Avremo altri ospiti, come sempre fotografi, giornalisti, docenti universitari, direttori di musei e fondazioni legate alla fotografia – conclude Rampini – l’entusiasmo che il pubblico ci ha dimostrato in queste settimane ci spinge a continuare i nostri meeting virtuali”.

 

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FrescoeLocale.it: l’e-commerce che sostiene i produttori locali

UDINE – “Bontà dei prodotti, filiera corta e sostenibilità dei processi: sono questi i capisaldi su cui si basa il servizio offerto da Fresco e Locale, l’e-commerce Made in Friuli nato durante il lockdown. Rispetto alla prima versione, tanti nuovi prodotti e un’esperienza d’acquisto ancora più comoda e divertente 

Per alcuni la quarantena forzata del 2020 – o lockdown – è stata una dura sfida mentre per altri ha rappresentato un’opportunità per rinnovarsi e progettare un nuovo futuro, più etico e sostenibile. E’ con questo spirito che a Udine è nato FrescoeLocale.it, l’e-commerce per l’acquisto di eccellenze agro-alimentari, introvabili al supermercato. L’idea è di un team di giovani imprenditori, già alla guida di una dinamica Start-Up di nome Soplaya che opera nel mercato B2B, connettendo produttori e ristoratori. Nel caso di Fresco e Locale, il servizio è rivolto ai privati e vuole sostenere gli artigiani locali e, più in generale, il settore enogastronomico italiano, che si compone di tante piccole realtà, ricche di storia e di know-how. 

“Ci siamo chiesti come potevamo dare il nostro contributo in un momento critico come quello dell’emergenza COVID-19, così abbiamo pensato di sviluppare un servizio che permettesse alle persone di ricevere la spesa direttamente a casa, senza necessità di spostarsi. Fin da subito abbiamo pensato di coinvolgere i produttori locali, che hanno accolto con entusiasmo il nostro nuovo progetto, aiutandoci anche a promuovere una raccolta fondi in favore degli ospedali e del personale medico. Infatti, per ogni ordine effettuato, una parte sarebbe stata devoluta in beneficienza. Nel giro di pochi giorni, abbiamo accumulato oltre 3000€ che, a breve, doneremo agli ospedali di Udine e di Padova” precisa l’Amministratore Delegato Mauro Germani.

 La prima versione di Fresco e Locale era molto semplice e prevedeva un’offerta limitata di prodotti. Adesso invece, gli articoli disponibili sono oltre 250 e basta un “click” per riceverli entro 24/48 ore, al pomeriggio o alla sera, tre volte alla settimana, presso il proprio domicilio. 

“La soddisfazione del cliente è la nostra priorità, per questo ci impegniamo a garantire la massima freschezza e qualità dei nostri prodotti: l’utilizzo di furgoni frigo assicura la perfetta conservazione degli alimenti, soprattutto di quelli più deperibili. Al trasporto refrigerato associamo un attento lavoro di selezione e ricerca, che premia i piccoli produttori e la bontà delle loro produzioni” ha aggiunto il Project Manager Gian Carlo Cesarin. 

Ad oggi il servizio è attivo in Friuli-Venezia Giulia e Veneto ma il Team di Fresco e Locale pensa in grande e continua ad investire in nuove risorse, soprattutto umane, circondandosi di preziosi collaboratori, tra esperti di informatica, marketing e food; i famosi tasselli mancanti del puzzle. 

E sono proprio le persone a fare la differenza: giovani (l’età media è inferiore ai 30 anni), energici e con tanta voglia di fare, pronti a sostenere il settore in cui credono. Una squadra affiatata, in cui la parola “errore” è stata sostituita da “occasione”, per imparare e migliorarsi. 

L’inedito servizio è sotto la lente di ingrandimento degli investitori e conta già un cospicuo numero di clienti, che ogni giorno riempiono il loro carrello virtuale, in modo facile e veloce, guidati dalla voglia di scoprire e assaggiare la vasta gamma di prodotti in elenco. 

“Ora l’esperienza d’acquisto è molto più comoda e offre una panoramica a 360° sui singoli articoli. Acquistare su FrescoeLocale.it significa fare una spesa sostenibile e attenta alla qualità, mangiare sano e sostenere l’artigianato locale” conclude Davide Marchesi, Responsabile Marketing di Fresco e Locale.

 

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