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Tinkara e Alberto Zeppieri

Ecco “PEACE 4 UKRAINE – Pace per l’Ucraina”, ideato e gestito dalla cantante slovena Tinkara e dal discografico udinese Alberto Zeppieri

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E’ una produzione che nasce tra il Friuli Venezia Giulia e la vicina Slovenia. Si tratta del nuovissimo progetto “PEACE 4 (NB: si legge “for”) UKRAINE – Pace per l’Ucraina”: una musica che riunisce ben 15 cantanti internazionali e musicisti di assoluto prestigio, come l’italiano Ghigo Renzulli dei Litfiba ed il britannico Ian Anderson dei Jethro Tull.

Link del video, in rete da poche ore: https://youtu.be/WcOUggaKKaw 

A ideare e gestire il tutto la cantante slovena Tinkara e il discografico udinese Alberto Zeppieri, coordinatore musicale dal suo buen retiro di Capo Verde. Al loro appello hanno risposto tutti gli invitati, con grande entusiasmo e generosità: il coro di una scuola ucraina e le voci più rappresentative di Slovenia, Svezia, Portogallo, Grecia, Francia, Ungheria, Romania, Polonia, Croazia, Serbia, Portogallo e Capo Verde. In rappresentanza dell’Italia, Zeppieri ha coinvolto il tenore lirico Piero Mazzocchetti. Tutti loro con il filo conduttore di una rondine musicale, interpretata dal flauto magico dei Jethro Tull, in una combinazione di voci e melodie nelle rispettive lingue locali.

La musica scelta è una canzone popolare ucraina, tipica del capodanno ortodosso che si celebra in questo periodo. Una “carol” magistralmente arrangiata e coordinata da un altro talento del territorio: il compositore pordenonese Vito Leonardo Tritto, che Zeppieri ha presentato a Tinkara, a sua volta anche coordinatrice di un video di tendenza che combina l’app Tik-Tok e l’illustrazione di una rondine animata. Simbolicamente è una chiamata corale, per porre fine alla guerra. I musicisti cantano per l’Ucraina perché, nonostante il conflitto in corso, il Paese ha già iniziato a pianificare la sua ricostruzione postbellica e l’arte vuole incoraggiare il popolo ucraino affinché trovi un futuro migliore e auspicando arrivino: un sostegno più ampio e globale, un abbraccio di solidarietà e un approccio culturale e umanitario di alto livello quali risposte alla brutale azione bellica.