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Festa del lavoro, intervento della presidente di Confindustria Udine Anna Maresca Danieli

L’intervento della presidente Anna Mareschi Danieli

FESTA DEL LAVORO: LE PERSONE AL CENTRO DELLO SVILUPPO DEL NOSTRO SISTEMA PRODUTTIVO

 

In occasione della Festa del lavoro, un valore unificante e costitutivo del nostro essere comunità, sul quale non a caso è fondata la Repubblica, il primo pensiero va ai collaboratori delle nostre aziende. Persone che, con diverse capacità, ruoli e responsabilità, sono i protagonisti dello sviluppo del nostro territorio, insieme agli imprenditori.

Uno dei punti di forza del nostro sistema produttivo, un carattere distintivo del fare impresa in Friuli, è tradizionalmente costituito da un capitale umano di alto livello, che riflette una proverbiale cultura dell’impegno e dell’attaccamento al lavoro, che è propria di questo territorio e che dobbiamo a tutti i costi preservare.

Il secondo pensiero, dunque, riguarda proprio la valorizzazione delle risorse umane. Le grandi sfide che attendono le nostre imprese richiederanno nuove figure sempre più formate e imporranno a chi già opera nelle aziende di riqualificarsi e aggiornarsi rispetto ai cambiamenti dettati dall’ineludibile trasformazione digitale in corso e della necessaria proiezione sui nuovi mercati.

In terzo luogo, vorrei sottolineare il fatto che si parla spesso del lavoro che manca, molto poco del lavoro che c’è. Ancor meno si dice dei tanti posti di lavoro disponibili, ma purtroppo vacanti. Le nostre aziende, infatti, non riescono a reperire sul mercato molte figure, di ogni genere e qualifica. Se questo disallineamento fosse superato, il tasso di disoccupazione del Friuli sarebbe sostanzialmente su livelli fisiologici.

Questo tema, lo ripetiamo non da oggi, richiede una riflessione da parte della politica – sia a livello nazionale, sia a livello regionale – e conseguenti misure a medio lungo termine su tematiche di ampio respiro che riguardano le politiche scolastiche e dell’orientamento, non trascurando il fatto che senza adeguate misure di sostegno alla natalità e alla famiglia impoveriremo progressivamente – se non altro sotto il profilo quantitativo – il capitale umano del nostro territorio.

Nel breve periodo, però, servono soluzioni immediate, necessariamente di carattere temporaneo, ma capaci di rendere attrattivo il nostro territorio anche per i non residenti disponibili a trasferirsi in Friuli Venezia Giulia per lavorare nelle nostre aziende.

Un pensiero particolare va ai giovani, ai quali diciamo che, nonostante una cultura anti-impresa che respirano fin dalla nascita in questo Paese e ai troppi modelli illusori che sembrano suggerire un destino da calciatore, chef, influencer, velina o cantante per molti di loro, il lavoro in azienda rappresenta invece una straordinaria e concreta opportunità di auto realizzazione. Nelle aziende di oggi si usa prima il cervello, poi le mani. E i camici bianchi hanno da tempo e in larga misura sostituito le tute blu. Nelle aziende si impara, si cresce, si riconosce il merito e si sperimenta per davvero la soddisfazione di ideare e realizzare qualcosa di tangibile.

L’ultimo pensiero, che è anche un appello, è rivolto alla politica. Nella difficile stagione che, per molti motivi, sta attraversando il nostro Paese, il lavoro e chi lo crea – vale a dire le imprese – deve rappresentare la prima preoccupazione per chi ci governa a Bruxelles, a Roma e in FVG”.