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Toni Zanussi nel suo atelier (Foto © Alice BL Durigatto / Phocus Agency)

“L’anima, la terra, il colore. Arte d’azione e di inclusione” di Toni Zanussi al Bürgerhaus di Unterföring (Monaco di Baviera)

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Dopo il grande successo ottenuto di recente al Magazzino 26 del Porto Vecchio di Trieste, la mostra “L’anima, la terra, il colore” dell’artista friulano Toni Zanussi (Qualso, Udine, 1952), si trasferisce al Bürgerhaus di Unterföring (Monaco di Baviera), dove s’inaugura venerdì 20 maggio alle 19. La città tedesca è gemellata da 14 anni con Tarcento, luogo d’origine dell’artista, che ha già ospitato una tappa più sintetica della rassegna.

La mostra è suddivisa, come a Trieste, in cinque sezioni tematiche scelte da Marianna Accerboni e supportate dai suoi testi. Testimoniano cinquant’anni di attività dell’artista, espressa attraverso una novantina di opere di magnetica suggestione – molte delle quali di dimensioni notevoli, oltre due metri di lunghezza per un metro di altezza – tra acrilici e tecniche miste realizzati su MDF e originali installazioni di ampio respiro.

Ad inaugurare la rassegna, che rimarrà visitabile a ingresso libero fino al 17 luglio, saranno il sindaco di Unterföring Andreas Kemmelmeyer e il sindaco di Tarcento Mauro Steccati.

L’esposizione rappresenta una sorta di antologica in cui poter visionare l’arte poetica e sottilmente onirica di Toni Zanussi: dalle tavole ai bidoni e alle casse, dipinti con colori vivaci e solari e con i temi del sogno che raccontano di viaggi lontani, nei territori della mente e del fantastico, attra-verso lavori dalle forme più diverse e affascinanti: rettangolari, circolari, a ogiva, realizzati su di-versi supporti come sostegni MDF, il legno grezzo delle casse, il metallo dei grandi bidoni.

«La rassegna – spiega Marianna Accerboni – testimonia, in una sorta di orizzonte di luce e di cromatismi accesi, eleganti e al contempo sobri, l’universo creativo e la sperimentazione svolta da Zanussi. In mostra compare infatti un’ampia selezione di opere che raccontano il suo immagina-rio, stilato secondo una cifra molto personale, armonica e sottilmente dinamica: una pittura sgor-gata dal cuore di un artista dal gesto pittorico incantato.
Luminosi e talvolta in controluce, com’è spesso la vita, i suoi lavori ci parlano dell’esistenza reale, trascendendola e idealizzandola attraverso simbolismi iconici e di speranza. In tal senso, sotto il profilo critico, la sua opera si colloca nell’ambito di quel filone espressivo orientato a un’interpretazione della realtà arricchita da suggestioni oniriche, fantastiche, metafisiche e sur-reali, che ha caratterizzato, in nome della libertà, buona parte dell’arte e persino dell’architettura del Novecento e contemporanea, a partire da Mirò per arrivare alle forme organiche dell’architetto statunitense Frank Gehry”».

Il pubblico potrà così godere di molti suoi lavori, alcuni dei quali inediti: dalle versioni policrome delle città invisibili al recente “Totem omaggio a Mostar” del 2020 che supera, in diagonale, i tre metri, al trittico formato dalle tre opere di forma ogivale “Cosmogonia”, “Cosmogonia nero terno” e “Cosmogonia rossa” del 1994.
Un’arte dove il male è dissacrato, esorcizzato e superato attraverso composizioni dai colori vivaci, quasi allegri, per portare lo spettatore in una realtà altra, una fuga verso la speranza come nella serie più recente incentrata sul tema della pandemia da Covid-19, che l’artista chiama “invisibile creatura”, e ai lirici voli cromatici su Sarajevo e Mostar, che ricordano la tragedia della guerra, cui Zanussi si è sempre opposto.

Il pittore si ispira alla natura e ai suoi cambiamenti, ai colori e alle atmosfere che mutano con l’alternarsi delle stagioni. Immerso nei boschi del monte Stella a Tarcento (Udine), dove l’artista ha costruito il suo studio-atelier, un luogo ospitale, sempre aperto a curiosi e amici, “pittore della cosmogonia e della contaminazione tra materia e realtà sociale, artista del recupero degli sprechi e poeta” come lo ha definito Gillo Dorfles, Zanussi raccoglie da oltre quarant’anni sempre cre-scenti successi. Le sue opere sono state raccontate da tanti scrittori ed intellettuali ed esposte in giro per il mondo, da Venezia a Miami, Vienna, Amsterdam e Parigi.