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“Le misteriose porcellane di Leonor” venerdì 9 luglio al Magazzino 26 del Porto Vecchio di Trieste. È il secondo appuntamento collaterale nell’ambito della mostra “Leonor Fini. Memorie triestine”

Venerdì 9 luglio al Magazzino 26 del Porto Vecchio di Trieste: “Le misteriose porcellane di Leonor”, secondo appuntamento collaterale nell’ambito della mostra” Leonor Fini. Memorie triestine”. Prodotte nel 1951 dalla Società Ceramica Italiana-S.C.I. di Laveno-Mombello (Varese), le porcellane e le terraglie forti con i decori tratti da disegni di Leonor Fini, non compaiono in nessuno dei numerosi cataloghi e libri d’arte dedicati alla pittrice. Un corpus di una trentina di pezzi è invece esposto, accanto a bozzetti appartenenti al catalogo della S.C.I. e a riviste d’epoca del settore, nella mostra “Leonor Fini. Memorie triestine”, visitabile al Magazzino 26 del Porto Vecchio di Trieste fino al 22 agosto (orari: mercoledì e giovedì 10-13 e 17-20; venerdì e domenica 10-13 e 17-21; sabato 10-13 e 15-21; lunedì e martedì chiuso.Sautobus linea 6, fermata Polo museale, e linea 81).  Info 335 6750946).
Venerdì 9 luglio alle 18.30 la raffinata e originale creatività di Leonor Fini per la storica fabbrica, fondata nel 1956 e fusasi con la Richard-Ginori nel 1965, sarà oggetto del secondo incontro collaterale della rassegna, realizzata in coorganizzazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Trieste, in collaborazione con Biblioteca Statale Isontina di Gorizia, Assessorato alla Cultura del Comune di Laveno-Mombello (Varese), MIDeC-Museo Internazionale del Design Ceramico di Laveno-Mombello, con la media partnership del quotidiano Il Piccolo e con il sostegno delle Fondazioni CRTrieste e Kathleen Foreman Casali, Associazione Giuliani nel Mondo, Studio Luce Sime Vignuda Gruppo Comet, Ciaccio Arte Big Broker Insurance Group, Milano, Rotary Club Trieste Alto Adriatico, Azienda Agricola Zidarich (Prepotto, Duino Aurisina, Trieste), Sponza Tappezzeria Trieste, Andromeda, Ottica Dambrosi Trieste, Flowers Gorizia, Laboratorio cornici Asso di Quadri, Plexi & Star.
La curatrice Marianna Accerboni intervisterà Maria Grazia Spirito, già conservatrice del MIDeC-Museo Internazionale del Design Ceramico, che illustrerà le rarissime e preziose ceramiche, la loro storia e quella del MIDeC, che ne ospita alcuni esemplari, a cui Leonor Fini dedicò quattro soggetti: quello molto amato dei gatti, che l’artista rielaborò in un’elegante serie che, utilizzando il tema felino, allude al gioco degli scacchi; quello delle maschere, molto presente nelle sue opere e non estraneo al fatto che da bimba veniva vestita da maschietto per sventare i tentativi di rapimento del padre; quello ricorrente della sfinge, che ricorda l’infanzia vissuta a Trieste, città cui rimase sempre molto legata e dove veniva fotografata spesso a cavalcioni di quella del porticciolo di Miramare. E infine il tema dei pagliacci.
Da notare che la maggior parte dei decori è inserita in vasellame dalle forme particolari e ricercate, ideate dall’architetto triestino Guido Andloviz, che dal 1927 alla fine degli anni ‘50 fu direttore di produzione della S.C.I. e designer dallo spirito molto innovativo e apprezzato.