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Mercoledì 24 novembre si parla di donne, musica negata e Afghanistan al Conservatorio Tartini di Trieste con la pianista Adriana Mascoli, a lungo docente alla scuola di musica di Kabu

È focalizzata sulla questione femminile in Afghanistan l’edizione 2021 della mobilitazione promossa dal Conservatorio Tartini di Trieste in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, giovedì 25 novembre. Dopo il concerto proposto nel pomeriggio di oggi, martedì 23 novembreì, è in programma domani, mercoledì 24 novembre, alle 11 in Sala Tartini, la conferenza  “Lei non può: la musica negata”, che vedrà protagonista Adriana Mascoli, pianista e a lungo docente della Scuola di Musica di Kabul. L’iniziativa, anche quest’anno, è ideata e promossa dal Comitato Unico di Garanzia (CUG) del Tartini: come spiega la Presidente Rossella Lucchini, «è soprattutto con la cultura che si riescono a scardinare gli stereotipi e a portare all’attenzione dell’opinione pubblica condizioni difficili, come quelle che vivono le donne in Afghanistan». «Una iniziativa di alto profilo che, ancora una volta, proietta il Conservatorio al centro delle tematiche sensibili della società contemporanea», ha sottolineato il Presidente del Conservatorio Lorenzo Capaldo. «La musica e la cultura – gli ha fatto eco il direttore del Conservatorio Sandro Torlontano –contribuiscono così ad abbattere le arretratezze che, inverosimilmente, ancora oggi molte donne sono costrette a subire». L’ingresso è aperto a tutti i possessori di Green Pass. Per eventuali prenotazioni 0406724911. Info e dettagli sul sito conts.it
La Scuola di Musica di Kabul era l’istituto frequentato da Negin Khpalwak, prima donna a essere diventata direttrice d’orchestra in Afghanistan, negli anni in cui Adriana Mascoli ha insegnato a Kabul. Oggi l’artista non vive più in Afghanistan, dopo la presa del potere dei talebani è stata costretta a lasciare il Paese, dove oggi la musica è diventata strumento di controllo sociale e proprio nelle ultime ore ulteriormente limitata nella sua libertà di espressione dalle nuove strette di regime. «Altre persone, a Kabul e non solo, odiano la musica e pensano che sia peccato – ha dichiarato la giovane direttrice Negin Khpalwak – A me però non importa: ho promesso a me stessa che combatterò. Nel 2010 c’erano solo dieci ragazze alla scuola di musica; adesso sono un centinaio. Noi dieci abbiamo aperto una strada e fatto sì che altre famiglie scegliessero la musica, che è un linguaggio, è amore, è vita. Con il linguaggio della musica voglio parlare dei diritti umani: da noi non se ne può discutere a parole, dicono che non ha senso; ma se suoni una musica o una canzone, capiranno».
Adriana Mascoli ha seguito numerosi corsi di perfezionamento. Dagli anni Ottanta svolge ricerche sulle donne compositrici nella storia della musica colta. Ha interpretato repertori femminili come solista e in formazioni da camera. Dopo anni di insegnamento nelle scuole italiane ha sentito il desiderio di sperimentare il potere della musica in luoghi di conflitto in oriente e in Medio Oriente. Ha insegnato Pianoforte a studenti afghani presso l’Istituto Nazionale di Musica dell’Afghanistan (www.anim-music.org) di Kabul. È stata docente di Pianoforte, Teoria Musicale Occidentale e Armonia presso il Conservatorio Nazionale Palestinese Edward Said (ncm.birzeit.edu/en) di Betlemme. Nel 2002 ha scritto con Claudia Galli e Mariateresa Lietti un testo in tre volumi di Teoria e lettura della musica (Poseidonia, Bologna 2002). Attualmente é docente di Pianoforte e di Laboratorio di Musica d’Insieme presso il Liceo Musicale Teresa Ciceri di Como.