Al momento stai visualizzando Michele Riondino diabolico Woland nel Maestro e Margherita in scena al Teatro Nuovo

Michele Riondino diabolico Woland nel Maestro e Margherita in scena al Teatro Nuovo

  • Categoria dell'articolo:Udine
  • Autore dell'articolo:

Tratto dal capolavoro di Michail Bulgakov, lo spettacolo diretto da Andrea Baracco approda a Udine l’11 dicembre 2018 alle 20.45 per la rassegna Tempi Unici

Michele Riondino diabolico Woland nel Maestro e Margherita in scena al Teatro Nuovo

Accanto all’attore pugliese, noto per le sue interpretazioni televisive nella serie tv Il giovane Montalbano e maestro di cerimonie dell’ultimo Festival del Cinema di Venezia, gli strepitosi Francesco Bonomo e Federica Rosellini. La pièce, prodotta dallo Stabile dell’Umbria, è stata accolta trionfalmente dalla critica ed è ora in tournée in tutta Italia

Udine, 5 dicembre 2018 – Un diabolico Michele Riondino (foto Guido Mencari), un appassionato Francesco Bonomo e una dolcissima Federica Rosellini sono gli intensi (e applauditissimi) protagonisti del Maestro e Margherita, una delle più perturbanti e straordinarie storie d’amore della letteratura che il regista Andrea Baracco porterà in scena al Teatro Nuovo Giovanni da Udine martedì 11 dicembre 2018 nell’adattamento di Letizia Russo.

Pubblicato oltre vent’anni dopo la morte dell’autore e oggetto di numerose censure – la prima edizione della versione integrale è del 1967 per i tipi di Einaudi – Il Maestro e Margherita è, per dirla con le parole del regista Andrea Baracco, «un romanzo pieno di colori potenti e assoluti, tutti febbrilmente accesi, quasi allucinanti. A volte si ride, a volte si piange, spesso si ride e piange nello stesso momento… insomma, in questo romanzo, si vive, sempre». Le tre linee narrative su cui si muove il testo di Bulgakov – l’irruzione a Mosca del Diavolo e dei suoi aiutanti e la tormentata storia d’amore tra il Maestro e Margherita, entrambe ambientate negli anni Trenta, nonché la vicenda umana del governatore di Palestina, Ponzio Pilato, che dovrà decidere delle sorti di un innocente – vengono restituite in scena attraverso un meccanismo di moltiplicazione dei registri e dei ruoli, facendo dell’evocazione e dell’immaginazione le chiavi per immergersi in un racconto complesso come la vita.

Grazie ad un sapiente lavoro di cesello di riduzione e adattamento del testo, che ha permesso di condensare le oltre 300 pagine del romanzo in poco più di tre ore di spettacolo sfrondando oltre un centinaio di personaggi, il Maestro e Margherita di Baracco ondeggia tra il registro comico e quello tragico, in un caleidoscopio d’emozioni che ruota intorno ad esistenziali interrogativi sulla natura dell’uomo e dell’amore: un volo quasi onirico dove si fondono impossibile e grottesco, miseria e sublime, come fosse l’intera vita e i sentimenti che la costellano a prendere forma sul palcoscenico. «Quello che rende l’uomo veramente diverso da qualsiasi altro animale è la sua capacità di immaginare e credere in cose che non esistono – spiega Letizia Russo, autrice dell’adattamento -. Divinità, valori, ideologie, saldano i rapporti tra gli uomini e danno forma alle società, permettendo a migliaia, milioni di persone, di muoversi nella stessa direzione. Condividere questi pilastri immateriali è un atto di fede involontario che garantisce la sopravvivenza delle comunità umane. E assegna un ruolo a ogni individuo, che nelle circostanze specifiche del sistema immaginato dalla sua comunità può ritrovarsi vittima o carnefice, dalla parte della ragione o da quella del torto. Ma cosa succede se qualcosa, o qualcuno, arriva ad inoculare i semi del caos nelle maglie di una struttura umana formata e solida? Succede che la natura del singolo e, a cascata, la struttura sociale, rivelano le loro parti più nascoste, le loro possibilità inaspettate, le loro contraddizioni impresentabili. Il Maestro e Margherita, tra i tanti temi che affronta, ci parla anche di questo, di come l’immaginazione umana sia un’arma potente e fragile, in grado di erigere strutture grandiose ma incapace di contenere davvero il Mistero».

Lo spettacolo, prodotto dal Teatro Stabile dell’Umbria con il contributo speciale della Brunello Cucinelli Spa, ha debuttato lo scorso settembre a Solomeo (Pg) e sta ora toccando le principali città italiane in un’applaudita tournée. Accanto ai protagonisti Michele Riondino, Francesco Bonomo e Federica Rosellini, che la critica non ha mancato di definire strepitosi, una compagnia di attori di grande talento come Giordano Agrusta, Carolina Balucani, Caterina Fiocchetti, Michele Nani, Alessandro Pezzali, Francesco Bolo Rossini, Diego Sepe, Oskar Winiarski.
Le scene e i costumi sono di Marta Crisolini Malatesta, le luci di Simone De Angelis, le musiche originali di Giacomo Vezzani.

Biglietteria del Teatro aperta 16.00 alle 19.00 (chiuso la domenica, il lunedì e i giorni festivi). Per info: tel. 0432 248418 e biglietteria@teatroudine.it. L’acquisto dei biglietti è possibile, anche online su www.teatroudine.it e www.vivaticket.it e nei punti vivaticket.
Previste speciali riduzioni per i possessori della G-Teatrocard.
Biglietti a partire da 10 euro.

martedì 11 dicembre 2018 – ore 20.45
TEATRO NUOVO GIOVANNI DA UDINE
via Trento, 4 – 33100 Udine

IL MAESTRO E MARGHERITA
di Michail Bulgakov
riscrittura Letizia Russo
regia Andrea Baracco
con Michele Riondino nel ruolo di Woland
e Francesco Bonomo (Maestro/Ponzio Pilato), Federica Rosellini (Margherita)
e con Giordano Agrusta (Behemoth), Carolina Balucani (Hella / Praskov’ja / Frida), Caterina Fiocchetti (Donna che fuma / Natasha), Michele Nani (Marco l’Ammazzatopi / Varenucha), Alessandro Pezzali (Korov’ev), Francesco Bolo Rossini (Berlioz / Lichodeev / LeviMatteo), Diego Sepe (Caifa / Stravinskij / Rimskij), Oskar Winiarski (Ivan / Jeshua)
scene e costumi Marta Crisolini Malatesta
luci Simone De Angelis
musiche originali Giacomo Vezzani
aiuto regia Maria Teresa Berardelli

Produzione Teatro Stabile dell’Umbria con il contributo speciale della Brunello Cucinelli Spa in occasione dei 40 anni di attività dell’impresa.

Uffico Stampa: Francesca Ferro