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Lignano e Premariacco: Massimo Cotto e Piero Sidoti con Col tempo, sai | Avec le temps

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Col tempo, sai / avec le temps apre in musica il 2019 di Lignano e Premariacco

Piero Sidoti e Massimo Cotto tra chanson francese e cantautori genovesi

L’idea iniziale del progetto fu del compianto cantautore piemontese Gianmaria Testa

LIGNANO SABBIADORO – CINECITY

Venerdì 11 gennaio 2019 – ore 20.45 

PREMARIACCO – TEATRORSARIA

Sabato 12 gennaio 2019 – ore 20.45

SAN DANIELE DEL FRIULI – AUDITORIUM ALLA FRATTA

Venerdì 15 febbraio 2019 – ore 20.45

SEDEGLIANO – TEATRO PLINIO CLABASSI

Sabato 16 febbraio 2019 – ore 20.45

Il 2019 di due teatri del Circuito ERT inizia in musica. Il giornalista Massimo Cotto e il cantautore friulano Piero Sidoti andranno in scena alle 20.45 di venerdì 11 gennaio al Cinecity di Lignano Sabbiadoro e sabato 12 gennaio a TeatrOrsaria di Premariacco con Col tempo, sai / Avec le temps, uno spettacolo che rilegge le pagine più belle della chanson francese e della scuola genovese. In febbraio sono previsti altri due appuntamenti: venerdì 15 a San Daniele e sabato 16 a Sedegliano. 

Col tempo, sai è uno spettacolo nato circa tre anni fa che avrebbe dovuto avere per protagonisti Gianmaria Testa che con la Francia aveva un rapporto privilegiato, il giornalista Massimo Cotto e il pianista jazz Roberto Cipelli.  Purtroppo Gianmaria Testa si ammalò improvvisamente e morì nel marzo del 2016. 

Massimo Cotto e la produttrice e moglie di Gianmaria Testa, Paola Farinetti, hanno ripensato al progetto e hanno deciso di dargli una nuova forma, quella del reading, nel quale accanto a Massimo Cotto si è aggiunto Piero Sidoti, con la sua chitarra e la sua voce inconfondibile, che di Gianmaria è stato amico discreto, e a cui toccherà dar voce a chansonnier e cantautori.
In poco meno di due ore scorrono le immagini in bianco e nero della rive gauche esistenzialista di Saint Germain-des-Pres e del leggendario Tabou, di Juliette Greco che si abbronzava alla luna e di Edit Piaf che cantava come “centodiecimila uccelli dall’ugola insanguinata”, come disse una volta un altro grande di Francia, Leo Ferrè, il maledetto che abitava altre latitudini; del grande Brassens e dell’immenso Brel, belga innamorato di Parigi che andò a morire alle isole Marchesi, dove “per assenza di vento, il tempo s’immobilizza, e si parla della morte come tu parli di un frutto”; di quel Gainsbourg “morto per aver bevuto troppe sigarette”, come scrisse Libération, e di quel Boris Vian che fondeva jazz e letteratura e immortalava la figura del disertore nella canzone di Francia. E poi, le canzoni che indossavano dolcevita neri e occhiali dalla montatura spessa, quelle scritte da Umberto, Luigi e Ginaccio, attorniati da quattro amici al bar e immersi in un mondo da cambiare. E poi, Faber e tutti gli altri, che hanno cantato Genova per noi che stiamo in fondo alla campagna, e la Parigi che non smette di brillare anche quando si addormenta.

Maggiori informazioni al sito www.ertfvg.it o chiamando il Cinecity di Lignano (334 105 8083) e la Biblioteca di Premariacco (0432 729405).