Ritorno del Martedì italiano il 16 novembre all’Opium di Pordenone

PORDENONE – La discoteca Opium di Pordenone, in via Risera 3, riprone sabato 16 novembre 2019 uno dei format più amati: il Martedì Italiano del Mr Charlie, l’originale Notte Italiana che da 20 Anni fa ballare, cantare e divertire la riviera. Dalle 23 alle 4 del giorno dopo si potrà ballare al ritmo delle canzoni che hanno caratterizzato i martedì estivi al Mr Charlie di Lignano Sabbiadoro. Per informazioni e prenotazioni si possono contattare i seguenti numeri: tel. 3356899446, tel. 3933363659, tel. 3492644719.

 

 

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Sfida finale della 30ª edizione del “Concorso internazionale Città di Porcia” sabato 16 novembre al teatro Verdi di Pordenone

PORDENONE – Sabato 16 novembre alle ore 20.30 il Teatro Giuseppe Verdi di Pordenone ospita la serata Finale del Concorso Internazionale Città di Porcia 2019, quest’anno dedicato al trombone. Giunto alla 30° edizione, il Concorso rappresenta l’unico appuntamento in Italia dedicato agli ottoni che negli anni si è distinto a livello internazionale collocandosi tra i Concorsi più importanti al mondo, come conferma la recente vittoria al Concorso Tchaikovsky di Mosca del cornista Yun Zeng, vincitore del Concorso di Porcia nel 2017.

Realizzato dall’Associazione Amici della musica Salvador Gandino – grazie al sostegno di Regione Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli, Comune di Porcia, Comune di Pordenone, Tecnoinox e P&S, con il patrocinio di Pordenone with love e la partnership progettuale del CIDIM (Comitato Nazionale Italiano Musica) e del Teatro Verdi – il Concerto al Verdi vedrà i tre finalisti sfidarsi insieme all’Orchestra di Padova e del Veneto con il Concerto per trombone e orchestra di Nino Rota e Launy Grøndahl.

Nonostante la diversa nazionalità dei due compositori, entrambe le opere in programma intrattengono con l’Italia un rapporto d’elezione. Scritto nel 1966, ma eseguito a Milano solo tre anni più tardi, il Concerto per trombone di Nino Rota si esprime inevitabilmente con sonorità vicine al mondo cinematografico, inserendosi tra le musiche di Giulietta degli Spiriti del regista Federico Fellini, con il quale Rota ha avviato il sodalizio più fertile che la storia del cinema abbia mai conosciuto, e la trasposizione per il grande schermo di Franco Zeffirelli de La bisbetica domata di Shakespeare. La forma classica in tre movimenti accomuna il Concerto di Rota a quello del compositore, direttore e violinista danese Launy Grøndahl. Scritto nel 1924 durante il suo soggiorno in Italia, l’incedere appassionato di questo Concerto l’ha inserito a pieno diritto tra i capolavori del repertorio dedicati al trombone, divenendo ben presto la sua composizione più celebre.

In attesa di conoscere il verdetto da parte della giuria internazionale, l’Orchestra di Padova e del Veneto diretta dal M° Carlo Tenaneseguirà la Prima Sinfonia di Prokofev, scritta nell’estate del 1917 ed espressamente indicata dal compositore russo con il titolo “Sinfonia Classica” per la vicinanza allo stile di Haydn e la sua capacità di conciliare, senza conflitti drammatici, modernità e tradizione.

Oltre al respiro internazionale che lo contraddistingue, il Concorso Città di Porcia vanta un montepremi totale di € 18.600,00. Anche quest’anno si rinnova il premio speciale di € 1.000,00 decretato dal pubblico della serata finale, attraverso votazione diretta.

Presieduta da Andrea Bandini (trombone solista all’Orchestra della Suisse Romande, Professore di Trombone al Conservatorio di Ginevra, docente della World Youth Orchestra) la giuria tecnica è formata dai musicisti e docenti di fama internazionale Michel Becquet (Francia), Jacques Mauger (Francia), Roberto Bianchi (Italia), Ingemar Roos (Svezia), Alexander Gorbunov (Russia) e Torsten Erik Edvar (U.S.A.)

Aperto dalle ore 19.30 il Caffè Licinio

 Informazioni, prenotazioni e biglietti: Biglietti disponibili on-line www.comunalegiuseppeverdi.it e alla biglietteria del Teatro: tel 0434 247624 aperta dal lunedì al venerdì dalle 16.00 alle 19.00 e il sabato dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.00biglietteria@comunalegiuseppeverdi.it

 

 

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“Il gatto di Leonardo in musica” il 13 novembre al Ridotto del Verdi, a Pordenone, con il quartetto Altolivenza Festival

PORDENONE – Mercoledì 13 novembre 2019 alle ore 20.30, al Ridotto del Teatro Giuseppe Verdi di Pordenone farà tappa l’Altolivenza Festival per ospitare un progetto speciale tra musica, arte e tecnologia per celebrare i 500 anni della morte di Leonardo da Vinci. Ideato dal giovanissimo violoncellista pordenonese Leo Morello, Il gatto di Leonardo proporrà una riflessione sulla forma dell’opera d’arte sotto diversi punti di osservazione, attraverso le diverse discipline.

Il concerto accentuerà il contrasto tra frammento e opera completa, attraverso le proiezione dei disegni di Leonardo a confronto con brevi brani per quartetto d’archi di alcuni tra i più grandi compositori della musica d’oggi: da Stravinsky a Sciarrino, da Cage a Kurtág. A questo seguirà la proiezione di un’opera completa di Leonardo parallelamente a (Engel, …) Noch Tastend della giovane organista e compositrice svedese Lisa Streich, balzata sulla scena internazionale a seguito del prestigioso premio della Fondazione Ernst von Siemens. Il lavoro musicale di Lisa Streich occuperà la seconda parte del concerto portando a compimento il confronto tra la forma breve e la forma completa, un’operazione in cui i dettagli dell’aspetto pittorico si riversano nel carattere dei brani musicali che si susseguiranno agendo direttamente sull’aspetto percettivo dell’ascoltatore.

Il Quartetto Altolivenza Festival nasce su idea del violoncellista Leo Morello che, dopo il perfezionamento con Enrico Bronzi presso il Mozarteum di Salisburgo, ed essersi esibito con direttori del calibro di Vladimir Ashkenazy e Michael Tilson-Thomas, fonda il quartetto a Vienna, città presso la quale Morello studia e lavora, al fine di rispondere alla necessità di esprimersi nell’ambito della musica da camera e del repertorio contemporaneo.

 Informazioni, prenotazioni e biglietti: Biglietti disponibili on-line www.comunalegiuseppeverdi.it e alla biglietteria del Teatro: tel 0434 247624 aperta dal lunedì al venerdì dalle 16.00 alle 19.00 biglietteria@comunalegiuseppeverdi.it

 

 

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Ente Friuli nel Mondo, successo del 10° Corso di introduzione all’arte del mosaico

SPILIMBERGO – Sabato 10 novembre 2019 si è concluso a Spilimbergo il decimo soggiorno studio, organizzato dall’Ente Friuli nel Mondo grazie al contributo della Regione Friuli Venezia Giulia – Servizio lingue minoritarie e corregionali all’estero e in collaborazione con la Scuola Mosaicisti del Friuli, rivolto a discendenti di friulani emigrati all’estero e finalizzato alla conoscenza dell’antica arte del mosaico. 

L’esperienza per i dodici ospiti di quest’anno è stata più che positiva come dimostrano i loro sorrisi e le opere realizzate. 

Arrivati il 28 ottobre da Argentina, Uruguay, Brasile e Canada, motivati da interesse professionale, passione artistica e volontà di riscoprire le proprie radici e riallacciare un legame con la terra d’origine delle loro famiglie, hanno appreso, sotto la guida della maestra mosaicista Eleonora Zannier nelle aule della Scuola Mosaicisti del Friuli, gli elementi base delle tecniche musive, dal taglio e preparazione dei materiali con l’uso della martellina, allo studio degli andamenti attraverso la tecnica della posa diretta delle tessere. 

In queste due settimane di soggiorno si sono cimentati nell’interpretazione di temi tradizionali ispirati all’epoca romana per poi sperimentare composizioni con soluzioni più libere e contemporanee, così da comprendere il senso delle origini del mosaico ma anche tutta la sua attualità. 

I piccoli lavori prodotti esprimono impegno, creatività ed entusiasmo e saranno, una volta a casa oltreoceano, testimonianza di questo periodo di conoscenza e scambio. 

I corregionali hanno avuto anche occasione di vedere luoghi significativi della nostra regione, come Palmanova, Grado, Aquileia, Trieste e Redipuglia. Hanno visitato Spilimbergo, laboratori professionali di mosaico e una fornace per la produzione di smalti. 

La consegna degli attestati di frequenza nell’ultima giornata di lezione del 10° Corso di introduzione all’arte del mosaico è stato momento di gioia e di ulteriore scambio con gli organizzatori che fa ben sperare nel prosieguo di questa iniziativa rivolta ai nostri corregionali all’estero dove il mosaico diviene tramite per scoprire la Regione Friuli Venezia Giulia, la sua arte e il suo sapere artigianale, opportunità di conoscenza e di scambio.

 

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Jazz Alldayer, giornata dedicata al jazz domenica 24 novembre al teatro Capitol di Pordenone

PORDENONE – L’Associazione Culturale Target e Capitol e con l’appoggio di Pordenone Blues Festival presentano Jazz Alldayer, una giornata di Jazz, Teatro, Street Photography e Cinema in programma domenica 24 novembre 2019, dalle 15.00 (apertura porte ore 14.00) al Teatro Cinema Capitol di Pordenone, in via Mazzini 6.

Per la prima volta a Pordenone una giornata dedicata al Jazz in tutte le sue forme di espressione: Cinema, Musica, Teatro e Fotografia. Un vero concerto di voci, suoni ed immagini in un locale particolarmente atmosferico e “cinematic” come il Capitol.

Il Jazz Alldayer viene idealmente concepito come un omaggio ai Jazz Festival degli anni ‘50 e ‘60, in particolare Newport e Monterrey. L’interessante proposta mira ad offrire contenuti culturali diversificati e facilmente accessibili sia per il costo del biglietto (12 euro per circa 6 ore di programmazione), sia per la comodità offerta dal locale situato a 100 metri dalla stazione dei treni e degli autobus di Pordenone.

Il Capitol è una struttura facilmente accessibile ed estremamente confortevole che permette agli spettatori di muoversi liberamente all’interno dell’area dove è presente un bar in sala ed è previsto un adeguato ristoro.

Proprio come nei festival succitati, lo spettatore può seguire tutti gli spettacoli presenti in scaletta oppure scegliere quelli di maggiore interesse (proiezione cinematografica, live set, spettacolo teatrale ecc ecc) in uno spazio che invita particolarmente alla socializzazione ed alla conoscenza reciproca tra pubblico ed artisti in programma.

 

Il programma

Ore 15.00 : proiezione di Jazz On A Summer’s Day, un docu-film girato in occasione del festival jazz di Newport del 1958. Diretto dal fotografo di moda Bert Stern e dal famoso produttore discografico George Avakian, Jazz On A Summer’s Day è un documento musicale, culturale e stilistico straordinario in cui compaiono leggende del jazz e del blues come Thelonious Monk, Eric Dolphy, Gerry Mulligan, Chuck Berry, Dinah Washington e Mahalia Jackson. 

Ore 16.30 : primo live set di Umberto Porcaro Organ Trio ft. Michele Polga.

Formazione :

Umberto Porcaro: chitarra & voce 

Giulio Campagnolo: hammond 

Federico Patarnello: batteria 

Michele Polga: sax

Classe 1979, Umberto Porcaro suona la chitarra da oltre 30 anni. La passione per il blues, sbocciata in tenera età, lo ha portato a diventare uno dei maggiori esponenti della scena europea con esibizioni nei principali festival europei e statunitensi accanto a mostri sacri come B.B. King, Dana Fuchs, Buddy Guy e Canned Heat. 

Il sound che contraddistingue il quartetto che si esibirà al Jazz Alldayer è quello tipico delle formazioni con l’organo Hammond dove si percepiscono tanto gli echi blues quanto quelli più prettamente jazzistici. Per l’occasione verranno proposti due set distinti nei quali da un lato si dà risalto alla tradizione del jazz con un repertorio che abbraccia l’Hard Bop , il Latin Jazz e il Boogalo degli anni ’50 e ’60, dall’altro esplora il Rhythm & Blues e le sue figure predominanti come Ray Charles e B.B. King.                                                                                                                                                                                Ad impreziosire il suono del gruppo il Sax Tenore di Michele Polga, musicista jazz tra i più richiesti ed apprezzati in Italia. Ha all’attivo decine di incisioni discografiche e collaborazioni di prestigio con nomi del calibro di Fabrizio Bosso e Rapahael Gualazzi . 

Ore 17.30Gli occhi di Vivian Maier (I’m a Camera) 

Roberto Carlone (fondatore della Banda Osiris) con la regia di Caterina Cavallari racconta per la prima volta in maniera inusuale ed innovativa una storia carica di domande e di mistero attraverso una forma che unisce racconto, videmapping, fotografia e musica. Uno spettacolo denso di poesia sul caso più eclatante di fama postuma sulla fotografa franco-americana, la bambinaia dalla vita enigmatica che lasciò 150.000 fotografie la maggior parte delle quali mai sviluppate. Una storia di tempi sbagliati, un racconto sul binomio fotografia-vita, sulla forza e sul mistero di una donna sola e forte che ha abbracciato il mondo.                                                                                                                                 Una dichiarazione di amore verso la purezza della grande fotografa.

Finalmente anche a Pordenone lo spettacolo che ha riscosso un grosso successo di pubblico e di critica in tutta Italia, in Svizzera e Francia con recensioni particolarmente positive da parte della stampa nazionale (“La Repubblica” , “Il Messaggero”, “La Stampa”). 

Ore 18.30 : secondo live set di Umberto Porcaro Organ Trio ft. Michele Polga.

Ore 19.30 – 21.00 : In chiusura di giornata aperitivo “Jazz e Oltre” con Dj set su vinili originali 

jazz, blues, r&b, soul e funk con Soulful Jules e Domenico Cavallari.

 

Per informazioni e prenotazioni

Direzione Artistica a cura di Associazione Culturale Target :                associazioneculturaletarget@gmail.com

+39 3395410247 / +39 3355757305  

Spettacolo Teatrale : vivianproduction@robertocarlone.it

Biglietteria Capitol

info@capitolpordenone.com

0434 087769

INGRESSO 12 EURO https://bit.ly/2PsaOIB

 

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Inaugura sabato 9 novembre a Pordenone “Il muro infinito 1989 -2019”, la nuova mostra del Craf a cura di Eraldo Affinati

PORDENONE – Il 9 novembre 1989 è una data scritta su un muro che si sgretola. Preso letteralmente d’assalto da migliaia di cittadini, il Muro, Die Mauer, cento chilometri e oltre di inavvicinabile cemento e filo spinato, cadeva, trent’anni fa, a Berlino. Veniva fatto a pezzi con i picconi, addirittura con le mani, diventando il simbolo di un regime che crollava, di un secolo che finiva, il Novecento, e di un sogno che rinasceva e sapeva di riunificazione, speranza, libertà. Per la Germania ancora divisa, per l’Europa tutta, iniziava una nuova vita.

Non era ancora l’epoca degli smartphone e dei social media, ma quel muro grigio che si sbriciolava nella polvere, quelle persone festanti a migliaia fecero ugualmente il giro del mondo. Foto, video, le prime maratone televisive testimoniarono minuto per minuto ciò che accadde a Berlino nei caldissimi giorni di un autunno indimenticabile.

Molto tempo ancora, dopo quel 9 novembre 1989, sarebbe sopravvissuta l’immagine del Muro nella memoria dei berlinesi come nel comune sentire dell’Europa che, allora, costruiva invece i primi mattoni di un’auspicata, nuova unità. Da quel 9 novembre sono trascorsi trent’anni: il muro di Berlino non c’è più, altri muri, nel mondo, continuano a sopravvivere e a dividere.

Nasce da qui “Il Muro Infinito – Berlino 1989 – 2019” (foto d’apertura di Toni Nicolini / Archivio Craf), mostra nata dalla collaborazione fra il Comune di Pordenone, il CRAF di Spilimbergo e la Fondazione Museo Storico del Trentino che inaugura sabato 8 novembre 2019 alle ore 18.00 nella Sala Esposizioni della Biblioteca civica di Pordenone, nell’ambito del calendario di iniziative “Memorie dal muro. A 30 anni dalla caduta”.  La mostra sarà visibile fino al 6 gennaio 2020.

Una mostra che non è soltanto fotografica ma è, meglio, un racconto per immagini e parole del quale lo scrittore Eraldo Affinati è insieme curatore e protagonista con i suoi testi. Spesso ospite di queste nostre terre – amico fraterno di Pier Luigi Cappello – e da sempre interessato alla storia del Novecento, Affinati è autore di Berlin (Rizzoli, 2009),ritratto impossibile e reale di una città camaleontica dove a parlare sono le statue, il Muro, i grattacieli, le stazioni, le vie, le piazze, i morti, i vivi che l’anno attraversata.

“Ci piaceva l’idea di raccontare Berlino a distanza di trent’anni secondo un modello classico degli archivi, la cosiddetta carte blanche – spiega Luca Giuliani, responsabile direzione del CRAF – che consiste nel dare ad un artista la possibilità di scegliere dalle collezioni materiali conservati da decenni e di portarli a una seconda vita. L’incontro con Eraldo Affinati, avvenuto grazie al prezioso suggerimento di Gian Mario Villalta, è stato in questo senso decisivo e assolutamente perfetto”.

Lo scrittore ha scelto dall’archivio del CRAF le immagini per lui più significative della capitale tedesca prima divisa e poi riunita, senza dimenticare gli “altri muri” che ancora oggi feriscono il mondo, intersecando il percorso di immagini con la poesia dei suoi testi.

“Ho accettato con piacere l’invito di Luca Giuliani – spiega Eraldo Affinati – soprattutto pensando ai più giovani. Ogni generazione ricomincia da capo nel lavoro di conoscenza del passato che noi adulti non dovremmo mai dare per scontato. Mi sono immerso negli archivi del Craf alla maniera di un palombaro del Novecento lasciandomi guidare dall’istinto lirico, confermato dai testi dei pannelli e dalle didascalie che ho scritto come luci di candela accese sotto le fotografie. Berlino per me è collegata al Friuli, in quanto mia madre fuggì dal treno della deportazione il 2 agosto 1944 alla stazione di Udine. Se lei non ce l’avesse fatta, né io né mio fratello saremmo nati. È questa anche la ragione per cui le vicende tedesche relative alla Seconda Guerra Mondiale sono presenti in molti miei libri, specialmente Berlin che sarà presto riedito.”

Sessanta le immagini esposte su di un muro simbolico, costruito al centro della Sala Esposizioni. La prima parte è dedicata alla Berlino prima della caduta del Muro: a ritrarla è Toni Nicolini, fra le più prestigiose firme italiane del reportage sociale e del racconto per immagini.  Fotografo del Touring club, autore di storici servizi fotografici nelle zone più ferite e depresse del Sud Italia, Nicolini ci restituisce la Berlino degli anni Settanta e Ottanta con l’incisività classica del bianco e nero tipico di un’epoca di grandi contrasti.

Del Muro immediatamente dopo il crollo ci raccontano invece Marion Messina – fotografa e insegnante, autrice con i suoi studenti di un reportage vivido di quel fatidico 9 novembre 1989 – e Carlo Leidi, fotografo e scrittore esponente dei movimenti politici e culturali degli anni Sessanta e Settanta. Sue fotografie sono state pubblicate su L’Europeo, La Domenica del Corriere e su diversi periodici e quotidiani stranieri. La spontaneità dei suoi scatti rubati rende vividissimo il contesto di grande eccitazione di quei giorni incredibili.

La Berlino post Muro è invece protagonista nelle foto di Eugenio Novajra e Tommaso Bonaventura. Insignito dal CRAF nel 2018 con il Premio Friuli Venezia Giulia Fotografia per un autore regionale, Novajra ci restituisce la sua visione di una realtà urbana europea fra le più mutevoli e dinamiche, ma anche una galleria di ritratti che raccontano i diversi aspetti della vita quotidiana nella città.

Espressione della sua raffinata ricerca del colore e del suo personalissimo stile di racconto, le fotografie di Tommaso Bonaventura sono invece tratte dal reportage che l’autore, vincitore di premi nazionali ed internazionali come il World Press Photo e il Sony World Photography Award, ha dedicato al celebre quartiere multietnico Kreuzberg.

“Tommaso Bonaventura sarà protagonista – ricorda il Presidente del CRAF Enrico Sarcinelli – anche di una seconda mostra fotografica dedicata alla Berlino del Muro, realizzata dal CRAF in collaborazione con Camera di Torino, che sarà ospitata a San Vito al Tagliamento dal 18 gennaio 2020”.

È infine un video a raccontare, nell’ultima sezione della mostra, i muri che ancora dividono il mondo: dagli steccati di Ciudad Juàrez, in Messico, al confine blindato di Israele e Palestina, dalle recinzioni metalliche che corrono per centinaia di chilometri fra India e Bangladesh alle frontiere delle enclavi spagnole a Ceuta e Melilla.

Dopo Pordenone, “Il Muro infinito” sarà a Trento presso la Fondazione Museo storico del Trentino nello spazio espositivo Le Gallerie, dal 23 febbraio al 26 aprile 2020.

 

“IL MURO INFINITO” Berlino, 1989- 2019

Dal 9 novembre 2019 al 6 gennaio 2020

Sala Esposizioni – Biblioteca Civica
Piazzale XX Settembre, 11 PORDENONE
La mostra è visitabile con i seguenti orari:
lunedì 14.00 – 19.00 / da martedì a sabato 9.00 – 19.00
Ingresso libero

 

GLI AUTORI

Toni Nicolini
Nasce a Milano nel 1935.Inizia ad occuparsi di fotografia in modo sistematico nel 1963 indirizzandosi da subito verso il reportage sociale e il racconto per immagini. Diventa socio del Circolo Fotografico Milanese e decide di diventare fotografo professionista. Nei primi anni Sessanta incontra il pittore Ernesto Treccani, fondatore del Movimento artistico Corrente e con lui inizia un viaggio in Calabria dove realizza un potente reportage fotografico sul tema delle migrazioni interne Sud-Nord. La tematica migratoria diventa in quegli anni ricorrente nei lavori del fotografo milanese che indaga senza retorica le periferie milanesi e torinesi. Sempre all’inizio dei Sessanta, Toni Nicolini incontra Luigi Crocenzi, intellettuale poliedrico e teorico del fotoracconto. Nel 1968 è nuovamente a Sud a riprendere le vittime del terremoto che colpisce la Valle del Belice; è presente sui luoghi delle manifestazioni di studenti ed operai nell’autunno caldo, racconta le trasformazioni urbanistiche di Milano, dai navigli agli edifici del Centro Direzionale, dalla Borsa alle prime sfilate di moda. Nel ventennio 1970-1990 collabora a numerosissime iniziative editoriali del Touring Club Italiano. Negli anni 1993-1994 partecipa all’esperienza “Archivio dello Spazio” nell’ambito del progetto Beni Architettonici e Ambientali della Provincia di Milano. Il nuovo Millennio lo vede impegnato a documentare le grandi dismissioni industriali del territorio milanese avvenute tra la fine degli anni Novanta e l’inizio dei Duemila. Muore a Milano nell’ottobre del 2012.Dal 2014 il suo archivio è conservato presso il CRAF (Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia) di Spilimbergo.

Marion Messina e la Carl Zeiss Oberschule di Berlino
Insegnante e fotografa, Marion Messina coordina un progetto di reportage dal titolo “9. November und die Tage Danach” realizzato dagli studenti della Carl Zeiss Oberschule di Berlino nei giorni immediatamente successivi alla caduta del Muro.  

Carlo Leidi (Bergamo, 1930-1998) è stato un esponente della Bergamo politica e culturale degli anni Sessanta e Settanta, oltre che fotografo, scrittore. Egli amava definirsi notaio per dovere e fotografo per passione: incomincia a fotografare nel 1956, con lo scopo di utilizzare le immagini per documentare la realtà sociale che lo circonda. Suoi i reportage sull’Africa nera (1969-1971 in Mali), sul viaggio del Papa in Polonia (1979), su Bergamo, la sua città e la Toscana. Con Alfonso Modonesi ha documentato Praga nel 1968. Le sue fotografie sono state pubblicate su L’Europeo, La Domenica del Corriere, Historia, Du e su diversi e numerosi periodici e quotidiani stranieri. Nel 1972 ha compiuto un viaggio in Cina, assieme alla delegazione de Il Manifesto di cui faceva parte, realizzando per l’occasione un vastissimo lavoro sul Paese asiatico alla fine della cosiddetta “rivoluzione culturale”.

Eugenio Novajra nasce a Torino nel 1960 e nel 1968, con la famiglia, si trasferisce a Udine.Nel 1976, negli USA, durante un programma di studio, dove tra le varie materie si insegna fotografia, decide che quello sarà il suo futuro professionale. Rientrato in Italia continua gli studi per poi trasferirsi a Milano, dove frequenta l’Istituto Europeo di Design e nel contempo lavora come assistente in diversi studi fotografici. Nel 1983 ritorna negli USA per completare la sua formazione fotografica all’Academy of Art di San Francisco.Fotografa per l’arredamento, l’architettura, lo spettacolo. Da sempre dedica particolare attenzione al profilo sociale, antropologico e storico del paesaggio urbano. Numerose le mostre fotografiche dedicate alle metropoli quali: San Paolo, Berlino, Saigon, Hanoi, Istanbul. Nel lavoro su Berlino presenta una sua personale indagine visuale su una delle realtà urbane europee considerate più mutevoli e dinamiche.  Il suo primario interesse professionale per l’architettura non limita però la sua attenzione al solo aspetto urbanistico della metropoli che viene reinterpretata in una chiave spesso onirica e surreale. Nel caso di Berlino, oltre all’indagine metropolitana è presente anche una galleria di ritratti di berlinesi contemporanei che raccontano i diversi aspetti della vita quotidiana collocati in spazi simbolici e significativi della città tedesca

Tommaso Bonaventura (Roma, 1969) ha studiato Storia dell’Arte presso l’Università La Sapienza e Arti Visive all’Istituto Europeo di Design a Roma. Dall’inizio degli anni Novanta lavora a ricerche e progetti a lungo termine utilizzando la fotografia e la scrittura. Ha ricevuto numerosi premi nazionali ed internazionali come il World Press Photo e il Sony World Photography Award. Diverse sue fotografie sono state esposte in gallerie, festival e musei, inclusi la Biennale di Architettura Venezia, il MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo Roma e il PAC – Padiglione d’Arte Contemporanea Milano. Vive tra la Francia e l’Italia dove insegna anche Fotografia, sia in lectures universitarie che in workshop professionali. Tra i suoi progetti ricordiamo: “Corpi di reato”, “Holy sfogline”, “If I Were Mao”. 

Eraldo Affinati (Roma, 1956)
Scrittore e insegnante, ha pubblicato: Veglia d’armi. L’uomo di Tolstoj (1992), Soldati del 1956 (1993), Bandiera bianca (1995), Patto giurato. La poesia di Milo De Angelis (1996), Campo del sangue. Da Venezia ad Auschwitz(1997), Uomini pericolosi (1998), Il nemico negli occhi (2001), Un teologo contro Hitler. Sulle tracce di Dietrich Bonhoeffer (2002), Secoli di gioventù (2004), Compagni segreti. Storie di viaggi, bombe e scrittori (2006), La Città dei Ragazzi (2008), Berlin (2009), Peregrin d’amore. Sotto il cielo degli scrittori d’Italia (2010), L’11 settembre di Eddy il ribelle (2011), Elogio del ripetente (2013), Vita di vita (2014), L’uomo del futuro. Sulle strade di don Lorenzo Milani(2016), Tutti i nomi del mondo (2018), Il sogno di un’altra scuola. Don Lorenzo Milani raccontato ai ragazzi (2018), Via dalla pazza classe. Educare per vivere (2019). Ha curato l’edizione completa delle opere di Mario Rigoni Stern, Storie dall’Altipiano (2003). Ha fondato con la moglie Anna Luce Lenzi la scuola Penny Wirton per l’insegnamento gratuito della lingua italiana agli immigrati e, insieme a lei, è autore di Italiani anche noi. Corso di italiano per stranieri. Il libro della scuola Penny Wirton (2011-2015).

 

CRAF – Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia
Fondato nel 1987 a Spilimbergo, il CRAF ha realizzato oltre trecento mostre di fotografia in Italia e nel mondo. Tra gli eventi espositivi di prestigio, la rassegna Friuli Venezia Giulia Fotografia valorizza gli autori più significativi sulla scena nazionale e internazionale con mostre e premi. Il Premio Friuli Venezia Giulia Fotografia2019 sarà conferito al talento emergente regionale Giulia Iacolutti, allo storico fotoreporter di “Epoca” Giorgio Lotti (premio nazionale) e al fotografo argentino Martín Weber (International Award of Photography). Nell’albo d’oro dei premiati figurano, tra gli altri, Henri Cartier-Bresson, Joan Fontcuberta, Charles-Henri Favrod, Josef Koudelka, Frank Horvat e Joel Meyerowitz. Oggi il Centro è per la Regione Friuli Venezia Giulia (L.R. 16 del 2014) polo di riferimento per le attività di ricerca, studio, raccolta, censimento, archiviazione, conservazione, digitalizzazione e valorizzazione del patrimonio fotografico regionale.

I SOCI del CRAF sono: Comune di Spilimbergo (socio fondatore), Comune di Sequals (socio di diritto), Comune di Pordenone, Comune di San Vito al Tagliamento, Comune di Udine, Fondazione F.lli Alinari per la Storia della Fotografia di Firenze, Graphistudio Spa di Arba, Laba (Libera Accademia di Belle Arti) di Firenze, Regione Friuli Venezia Giulia, Università degli Studi di Udine, Università degli Studi di Trieste.

 

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