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"Stanno sparando sulla nostra canzone" con Veronica Pivetti, Cristian Ruiz e Brian Boccuni (foto di Renzo Daneluzzi)

“Stanno sparando sulla nostra canzone” con Veronica Pivetti in tournée da Trieste a Udine passando per Gradisca, il Circuito ERT e Azzano X

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Torna in regione ‘Stanno sparando sulla nostra canzone’, una black story con protagonista Veronica Pivetti. Uno spettacolo musicale decisamente nuovo e diverso da tutti gli altri perché non è un musical e neppure una commedia musicale, ma è farcito di canzoni. Dentro il testo originale firmato da Giovanna Gra corre un impianto musicale ideato dal maestro Alessandro Nidi in cui le canzoni (scelte fra le più famose e amate da tutti noi) sono parte integrante della storia perché loro stesse narrano la vicenda. Le canzoni insomma raccontano la storia assieme al testo. Gli ingredienti sono fusi perfettamente anche grazie alla presenza di due partner in scena davvero molto convincenti e dalle capacità indiscusse ed applauditissime come Cristian Ruiz e Brian Boccuni.
TOURNÈE REGIONALE
Lo spettacolo sarà in scena a Trieste, al Teatro Bobbio dal 2 al 5 febbraio; a Udine, Teatro Nuovo Giovanni da Udine l’8 febbraio; Lestizza (ERT), il 10 febbraio; Pontebba (ERT), l’ 11 febbraio; Azzano X, Teatro Mascherini, il 12 febbraio; Gradisca d’Isonzo, Nuovo Teatro Comunale, il 14 febbraio; Cervignano del Friuli, Teatro Pasolini il 15 febbraio; Artegna (ERT), il 9 marzo; San Daniele del Friuli (ERT), il 10 marzo; Zoppola (ERT), l’11 marzo..
Veronica Pivetti emerge con una presenza scenica brillante: una prova d’attrice e cantante che lei riesce a declinare con carattere, gusto, sensualità ed ironia e per la quale strappa continui consensi in sala. Molti gli spunti che mettono in relazione lo spettacolo all’attualità: l’ambientazione è negli anni Venti, 1920 (cent’anni fa); l’epidemia di spagnola ha afflitto l’intera popolazione lasciando scampati e sopravvissute; la condizione della donna è sotto la lente. Da qui una voglia di rinascita e di riappropriazione della vita incontenibili. Il tutto intrecciato a una storia di passione, gelosia e rivalsa.
«Lo spettacolo, produzione ArtistiAssociati – Centro di Produzione Teatrale con la collaborazione di Pigra srl per la regia di Gra&Mramor, è un piccolo/grande miracolo pieno di idee, e di idee molto originali e sorprendenti – spiega Veronica Pivetti -. Uno spettacolo anche molto nuovo per l’Italia. Sono molto soddisfatta perché accanto a me ci sono due ottimi interpreti e, cosa più importante, c’è una grande intesa sul progetto che non è scontato. Mi piace l’idea di poter interpretare a modo mio alcune meravigliose canzoni che amo da sempre».
LA STORIA
Siamo in America, nei mitici anni venti. Anni d’oro e ruggenti. I baci e gli abbracci non sono più sconsigliati, l’epidemia di spagnola un lontano ricordo. In ogni pentola, o quasi, frigge quel che passa il convento, ma anche una bella manciata di futuro fresco e incontaminato. Gli scampati corteggiano le sopravvissute. Le sopravvissute si danno alla pazza gioia e sanno che la speranza l’ultima a morire. Siamo in pieno proibizionismo, la malavita prospera e con essa un folto sottobosco di spregiudicati. Questa l’atmosfera della nostra storia accompagnata dalla contemporaneità di canzoni fra le più note e trascinanti della musica pop e rock. Protagonista di questa black story, una sensuale e spiritosa Veronica Pivetti, in arte Jenny Talento, fioraia di facciata ma, in realtà, venditrice d’oppio by night, che finisce col cedere alle avances di un giovane e inesperto giocatore di poker, Nino Miseria. La voglia di risorgere, dopo gli anni della pandemia, soffia sulla passione, e Jenny si lascia trascinare in un mondo perduto fatto di malavita, sesso, amore e gelosia. Fino a quando il gangster più temuto della città, Micky Malandrino, un visionario dal mitra facile spacciatore di sentimenti e tentazioni, non pretende da lei la restituzione di un vecchio debito contratto dal suo amante. Dopo qualche resistenza, la donna cede, ma poi ci ripensa trascinandoci all’epilogo, in una resa dei conti salata e non più rinviabile, con un finale in crescendo decisamente esplosivo. Uno spettacolo incalzante dalle atmosfere retrò, travolte e stravolte da un allestimento urban, spolverato dai fumi colorati delle strade di Manhattan, da occhiali scuri, mitra, calze a rete, scintille e canzoni. E dalla travolgente esuberanza di un mondo risorto alla vita.