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Imprese di montagna, opportunità di sviluppo dalla nuova era tecnologica

INNOVAZIONE SOSTENIBILE E IMPRESE IN MONTAGNA

A Tolmezzo un convegno di Confindustria Udine e Confindustria Belluno Dolomiti

“Siamo qui oggi a testimoniare con esempi concreti che l’innovazione si può fare anche in montagna, perché ci sono tutte le condizioni per farla. E’ di tutta evidenza, infatti, come l’innovazione sia uno degli strumenti strategici per fare industria in montagna: grazie all’innovazione le aziende possono diventare più competitive, possono crescere e svilupparsi, creando ricchezza e occupazione nel territorio”.

C’è dunque l’innovazione declinata come ‘freno allo spopolamento della montagna’, ma soprattutto in una chiave propositiva e di sviluppo nelle parole di Dino Feragotto, vice presidente di Confindustria Udine con delega all’Innovazione, intervenuto all’incontro dal titolo “Innovazione sostenibile e imprese in montagna” promosso, venerdì 29 marzo 2019, in Delegazione di Tolmezzo, dal Club Innovazione di Confindustria Udine nell’ambito di Innovalp con i Digital Innovation Hub di Udine e Belluno Dolomiti. 

Il convegno ha acceso i riflettori sulla crescita inclusiva e sostenibile dei territori montani alla luce delle grandi sfide tecnologiche della Quarta rivoluzione industriale. Le Terre Alte, infatti, possono trovare nella nuova era tecnologica un impulso allo sviluppo se sapranno costruire un nuovo racconto di sé stesse, dove l’innovazione tecnologica e sociale, la qualità del capitale umano e sociale, le sfide ambientali rappresentano nuove opportunità. 

Vittorio Di Marco, vice presidente di Confindustria Udine e capo della Delegazione di Tolmezzo, ha espresso il suo grande interesse per i lavori del convegno al fine di comprendere come possa risultare utile la nuova tecnologia per il rilancio dell’industria montana. “Da noi – ha sottolineato Di Marco – esistono due tipi di aziende: da un lato, le imprese che sono insediate nell’area del Cosilt di Amaro, che possono godere dei benefici del Distretto anche sul fronte dell’innovazione; dall’altro, le realtà che sono ubicate nelle zone più interne e che, per la loro localizzazione geografica, si sentono un po’ tagliate fuori dalle opportunità offerte delle nuove tecnologie, quando, invece, ci sono casi virtuosi come, ad esempio, Carniaflex e Kito Chain Italia, che dimostrano esattamente il contrario. L’innovazione si può fare ovunque in montagna, pure in comparti tradizionali”.   

“La mia visione – ha spiegato Roberto Siagri, amministratore delegato di Eurotech S.p.a. di Amaro – è che non ci può essere sostenibilità senza tecnologia. La tecnologia sta dunque alla base della sostenibilità e la buona notizia per le aree periferiche, come quelle montane, è che tutte le nuove tecnologie smaterializzano e decentralizzano. La conseguenza è che il concetto di centro e periferia sono più evanescenti e dinamici e non necessariamente geografici. Il destino è sempre più nelle nostre mani. Le aziende insediate nelle zone montane dovrebbero essere le prime ad utilizzare le nuove tecnologie; le prime a combinare il progresso tecnologico con progresso economico e sociale per migliorare e valorizzare l’ambiente in cui sono insediate”.

Andrea Ferrazzi, direttore Confindustria Belluno Dolomiti e coordinatore del Tavolo 4 “Innovazione Sostenibile e Imprese in Montagna” degli Stati generali della Montagna, ha ricordato che “insieme a Confindustria Udine, esattamente un anno fa, abbiamo promosso un’iniziativa interna al sistema che sta crescendo giorno dopo giorno: si tratta della rete ‘Confindustria per la Montagna’, che si propone di riportare il tema dello sviluppo inclusivo e sostenibile delle Terre Alte al centro dell’agenda politica nazionale”. “Un risultato – ha proseguito Ferrazzi – è già stato raggiunto: la convocazione degli Stati Generali della Montagna da parte del Ministero degli Affari Regionali, con l’istituzione di undici tavoli tematici. Uno di questi, che è coordinato da Confindustria, è dedicato all’innovazione sostenibile e all’impresa in montagna. A conferma che innovazione, sostenibilità e impresa sono tre fattori che, insieme, possono generare sviluppo anche nelle aree montane. Fondamentale è però attuare politiche calibrate sui luoghi che permettano di trasformare le grandi sfide globali, quella ambientale e quella tecnologica, in opportunità di crescita economica e sociale. Le proposte di Confindustria consegnate al Ministro Erika Stefani vanno esattamente in questa direzione”.

Per la sezione “Aziende che parlano alle aziende” – promossa da Dino Feragotto “affinché – così ha affermato – le imprese di successo indichino direttamente, senza intermediazioni, alle altre la strada da seguire”, sono infine intervenuti Angelo Rovere, responsabile operativo e marketing Carniaflex Spa, Raffaele Fantelli, managing director Kito Chain Italia Spa, Andrea Cavicchia, direttore dello stabilimento Automotive Lighting Spa di Tolmezzo e Juri De Col, direttore generale Fre Tor Srl di Belluno.