LEF 4.0 lancia 3 borse di studio per l’Executive MBA in Business Innovation

PORDENONE – LEF 4.0, acronimo di Lean Experience Factory, la fabbrica didattica realizzata a Pordenone da Unindustria e McKinsey, propone tre borse di studio di 12 mila euro ciascuna per partecipare all’Executive MBA in Business Innovation del MIB, la business school di Trieste.

Le borse sono riservate alle aziende, che possono farne richiesta per l’imprenditore o i manager con almeno tre anni di esperienza lavorativa, laurea o diploma universitario e piena comprensione della lingua inglese, dato che il corso sarà in lingua.

La scadenza per le candidature è il 20 dicembre 2019, mentre i corsi inizieranno a fine gennaio 2020 e prevedono una frequenza part-time tra Trieste, Milano (The European House Ambrosetti e Venture Factory), Venezia (Digital Capability Center) e Padova (Galileo Visionary District).

Le borse di studio coprono il 40% dei costi del master e hanno lo scopo di sviluppare le nuove competenze in ambito di innovazione digitale aziendale, dai big data all’intelligenza artificiale, dalla robotica alle piattaforme di open innovation, dal design thinking alla lean transformation.

Per informazioni e candidature contattare: giovanni.bernardi@leanexperiencefactory.com, tel.0434 858756, www.leanexperiencefactory.it

 

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Francesco Renga, lunedì 9 dicembre a Trieste l’unico concerto in Friuli Venezia Giulia de “L’Altra Metà Tour”

TRIESTE – È uscito a fine novembre il nuovo singolo di Francesco Renga (foto di Toni Thorimbert) dal titolo “Normale”, canzone che vede anche il featuring di Ermal Meta, inserita nell’edizione digitale dell’ottavo album in studio del cantautore bresciano, “L’altra metà”, pubblicata proprio poche settimane fa. Un successo discografico che ha anticipato il nuovo progetto live dell’artista, “L’altra metà tour”, che lo sta vedendo impegnato nei principali teatri d’Italia e che vedrà un’unica imperdibile data in Friuli Venezia Giulia in programma domani, lunedì 9 dicembre, al Politeama Rossetti di Trieste (inizio alle 21.00). I biglietti per il concerto, organizzato da Friends & Partners e Zenit srl, in collaborazione con Regione Friuli Venezia Giulia, PromoTurismo FVG, Politeama Rossetti – Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, saranno ancora disponibili alle biglietterie del Rossetti domani dalle 19.00. Tutte le info su www.azalea.it .

Nel nuovo singolo “Normale” la voce di Francesco Renga si fonde con quella di Ermal Meta in un inno dedicato alla capacità di rendere speciali anche le cose più semplici della vita di tutti i giorni.

Prosegue intanto “L’altra metà Tour”, che vede Renga protagonista sui palchi dei principali teatri della penisola per presentare al pubblico il suo ultimo disco di inediti “L’altra metà”, pubblicato ad aprile scorso, e tutti i suoi più grandi successi. Il fascino e la bellezza del teatro, la vicinanza fisica con il pubblico, poterlo guardare in faccia, toccarlo, sentirlo e sapere che loro possono fare altrettanto. Lo spettacolo che ha debuttato nelle scorse settimane è pensato proprio per questo, per vivere una serata ricca di grande magia. Sul palco assieme a Renga ci sarà una band di straordinari musicisti: Fulvio Arnoldi (chitarra acustica e tastiere), Vincenzo Messina (pianoforte e tastiere), Stefano Brandoni (chitarre), Heggy Vezzano (chitarre), Phil Mer (batteria) eGabriele Cannarozzo (basso). Francesco durante il tour sorprenderà il suo pubblico con uno spettacolo coinvolgente, grandi emozioni e una scaletta tutta nuova, in cui troveranno spazio le indimenticabili hit del suo repertorio e i brani estratti dal suo ultimo e ottavo disco di inediti. “L’altra metà”, prodotto da Michele Canova Iorfida, è un album composto da 12 brani dal sound e dal linguaggio contemporaneo e rappresenta l’altra metà della vita, della storia, della musica di Francesco Renga: un altro capitolo, caratterizzato da nuove consapevolezze e forme, sonore e linguistiche. Il disco è stato anticipato in radio dal singolo “L’odore del caffè”. A maggio 2020, Francesco Renga si esibirà anche all’estero con una serie di appuntamenti live nelle principali città d’Europa, tra cui Londra, Parigi e Madrid.

Fra i prossimi grandi concerti al Politeama Rossetti troviamo l’unica data regionale del nuovo tour di Raf e Umberto Tozzi, in programma il prossimo 10 aprile. Biglietti in vendita, info suwww.azalea.it

 

 

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Il Touring Club Italiano per il Museo della Comunità Greco Orientale di Trieste “Costantino e Mafalda Pisani”, conferenze dal 9 dicembre

TRIESTE – Prende avvio nella sede della Comunità Greco Orientale di Trieste il secondo ciclo di conferenze promosse dal TCI – Club di Territorio di Trieste per far conoscere e valorizzare le opere esposte nel Museo della Comunità, che i Volontari del TCI tengono aperto nell’ambito del progetto del Touring Club Italiano “APERTI PER VOI”.

Le linee guida del TCI sono riassunte nel bellissimo motto “Le bellezze d’Italia sono in buone mani”, che esprime come i soci e volontari del TCI contribuiscano a produrre conoscenza, a tutelare e a valorizzare il patrimonio artistico e culturale, in quanto il fine dell’associazione da ben 125 anni è quello di prendersi cura dell’Italia come bene comune, perché sia più conosciuta, attrattiva, competitiva e accogliente.

La collaborazione tra il Club del Territorio di Trieste del TCI e la Comunità Greco Orientale di Trieste è in atto da molti anni e la Presidente della Comunità Maria Kassotaki dichiara che “…La comunità greca è grata al Touring Club Italiano per l’impegno e la professionalità dimostrata nel servizio di volontariato e nella collaborazione in questi anni. Il lavoro dei volontari è stato di grande aiuto alla divulgazione del museo della Comunità Greca. Inoltre lo studio e la presentazione, da parte di eccellenti relatori, delle opere del museo ha ulteriormente contribuito alla loro conoscenza. Spero e mi auguro che la collaborazione continuerà anche in futuro.”

I focus, le digressioni e gli approfondimenti sul Museo Pisani che caratterizzeranno l’imminente stagione sono stati curati da Gabriella Cucchini, viceconsole regionale del TCI e coordinatrice delle attività del Club di Territorio in Trieste. “Ho proposto un programma studiato d’intesa con l’Assessore alla Cultura della Comunità Antonio Sofianopulo, che è anche curatore del Museo Pisani. Con lui ho concordato di sviluppare principalmente argomenti che siano riferiti all’intera collezione e alla sua costituzione, ampliando il discorso sul collezionismo in senso lato. Per questo motivo mi sono concentrata sulla ritrattistica e sul tema della classicità come si è sviluppato negli ultimi trent’anni di studi e saggi promossi dalle istituzioni culturali cittadine. Un’attenzione speciale sarà riservata al collezionismo greco tra otto e novecento e in particolare a Socrate Stavropulos, grande collezionista che ha donato al Comune di Trieste un’importante raccolta di opere d’arte. Anche per i dipinti a carattere religioso esposti nel Museo ho pensato ad una riflessione che analizzi le antiche origini delle icone, che si possono far risalire, tra l’altro, a produzioni iconografiche di ambito ebraico riferite all’antico testamento.

Ringrazio vivamente tutte le studiose (le relatrice sono tutte donne) che hanno accettato di condividere con noi soci e volontari del TCI e con la Comunità Greco Orientale le loro competenze. Senza la loro entusiastica partecipazione, non avrei potuto dare corpo a questo progetto.”

 

 

Si inizia lunedì 9 dicembre 2019 ore 17 con il tema L’iconografia biblica tra interpretazione ebraica ed esegesi cristiana, di cui sarà relatrice la dott.ssa Andreina Contessa, storica dell’arte, direttrice del Museo Storico e Parco del Castello di Miramare. Esperta medievalista, dal1990 al 2017 ha vissuto, studiato e insegnato a Gerusalemme; in particolare dal 2009 al 2017 è stata Conservatore/Capo Curatore del Museo di Arte Ebraica Italiana U. Nahon di Gerusalemme. Nasce proprio da questa sua esperienza professionale l’affascinante racconto sull’iconografia biblica.

Si continua lunedì 17 febbraio 2020 con la dott.ssa Rossella Fabiani, funzionaria storica dell’arte, che si occupa della promozione e attività culturali del Polo museale del Friuli Venezia Giulia. Ci aggiornerà su La testimonianza della classicità oggi a Trieste. Dopo la grande mostra sul Neoclassico, promossa e organizzata dal Comune di Trieste nel 1990, sarà interessante capire l’evoluzione degli studi che sono stati intrapresi e pubblicati nel corso degli ultimi trent’anni.

 

Lunedì 23 marzo la dott.ssa Maria Masau Dan, storica dell’arte, già direttrice del Museo Revoltella parlerà su I volti della storia. La collezione di ritratti del Museo Pisani. Sarà sicuramente interessante inquadrare i bellissimi e numerosi ritratti presenti nella collezione museale nel contesto della ritrattistica triestina dell’Ottocento e dei primi del Novecento.

 

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Giovedì 2 aprile (solo qui per ragioni organizzative la giornata degli incontri si sposta a giovedì) la dott.ssa Lorenza Resciniti, funzionaria direttiva conservatrice dei Civici Musei di Storia e Arte illustrerà La collezione Stavropulos dei Civici Musei. Un dono alla città di un mecenate greco. Sarà l’occasione per conoscere una parte del Civico Museo di Storia Patria di via Imbriani, dove si trovano le raccolte artistiche di Stavropulos: un corpus di pitture e sculture di artisti italiani ed europei antichi e contemporanei.

 

Il tema del collezionismo sarà svolto anche nell’ultimo degli appuntamenti calendarizzato per lunedì 4 maggio. La dott.ssa Rossella Scopas, storica dell’arte e componente del Segretariato regionale del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo per il Friuli Venezia Giulia parlerà su Da Giovanni Vordoni alla famiglia Economo: il contributo della comunità greca alla crescita culturale e artistica di Trieste.

 

Tutte le conferenze saranno illustrate da immagini e si svolgeranno nella giornata di lunedì (tranne una al giovedì) tradizionalmente dedicata dalla Comunità a incontri e laboratori culturali. Gli appuntamenti sono sempre alle ore 17 nella sala del terzo piano della Comunità (ingresso a fianco della Chiesa di San Nicolò). L’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti. In allegato il calendario.

 

Antonio Poilucci, storico dell’arte, già ministro per i beni culturali e ambientali, soprintendente per il Polo Museale Fiorentino e direttore dei Musei Vaticani, afferma che il TCI non potrà mai rinunciare a essere produttore di conoscenza, indipendentemente dagli strumenti utilizzati *. Ecco anche questo progetto del Club di Territorio di Trieste aspira ad essere un produttore di conoscenza ed è un piccolo tassello nel grande puzzle dei 125 anni di vita del Touring Club Italiano.

 

Informazioni sull’attività del Club del Territorio di Trieste si trovano su:

https://www.touringclub.it/voci-del-territorio/friuli-venezia-giulia/trieste

https://www.facebook.com/ApertiperVoiTrieste/

contatti con il Club di territorio Trieste trieste@volontaritouring.it

 

Informazioni sulla Comunità Greco Orientale di Trieste su

http://www.comgrecotrieste.it/Home.php

contatti con la Comunità  comgrots@tin.it

 

* Prendersi cura dell’Italia bene comune, 2019 Touring Editore, Milano, pag.9

 

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Un’altra città, incontro “Porto vecchio, impresa collettiva” lunedì 2 dicembre a Trieste

TRIESTE – Porto vecchio, periferie cittadine, crisi industriali e prospettive occupazionali, immigrazione e integrazione sociale, rigenerazione di aree pubbliche per una vita urbana finalmente “sostenibile”. Non da ultimo, quelli che potremmo definire buchi neri: ovvero gli spazi incompiuti, abbandonati o sottoutilizzati che costellano la città, evidenziando scelte urbanistiche e di sviluppo che non sono andate a buon fine. Sono solo alcuni dei temi centrali per un confronto serio legato al presente così come al futuro, a breve medio e lungo termine, di Trieste: disegnare la città intorno alle esigenze dei cittadini, anziché subire nella pianificazione del territorio le logiche del mercato e dei privati, è senz’altro compito delle istituzioni pubbliche, di fronte a scelte cruciali per lo sviluppo. Quale triestino potrebbe disinteressarsi delle prospettive di un’area cittadina strategica, che può creare nuovi posti di lavoro, nuovi spazi verdi e sostenibili per il tempo libero, nuovi luoghi di crescita di socialità e cultura? «Sono molte, oggi, le scelte che a Trieste si connettono col futuro del Porto Vecchio: eppure la sensazione spiegano i cittadini riuniti nella rete civica Un’altra città, che compie un anno proprio in questi giorni è di una comunicazione inadeguata, da parte dell’Ente pubblico, sui temi del futuro del Porto Vecchio a cominciare dalla Società di gestione preposta ad occuparsene, ripetutamente annunciata come di imminente costituzione. Ma dietro alle poche informazioni che trapelano dai titoli di giornale si nota fin d’ora un’assenza ingombrante: quella delle donne e degli uomini che ogni giorno vivono Trieste, con i loro bisogni, le loro aspettative, i loro desideri e le loro paure. Fino ad oggi, l’Amministrazione Comunale non ha inteso informare né tantomeno coinvolgere la cittadinanza su alcuna delle decisioni da prendere sul Porto vecchio e che saranno cruciali per il futuro dell’intera città».

Proprio perchè il Porto Vecchio e la sua gestione siano concepiti come una Impresa collettiva che permette ai triestini di avere voce in capitolo su scelte cruciali che investono il loro futuro, Un’altra città organizza a Trieste lunedì 2 dicembre 2019 l’incontro pubblicoPorto vecchio, impresa collettiva”, in programma dalle 17.30 nella Sala Giubileo (Riva 3 Novembre, 9), ovviamente con accesso libero per tutti gli interessati, fino ad esaurimento dei posti disponibili. L’incontro è curato, in particolare, dagli architetti e urbanisti facenti parte del Tavolo di lavoro e confronto “Qualità dell’Ambiente urbano e Porto Vecchio”, attivato da un’Altra città.

«Il Porto Vecchio, e lo sviluppo di Trieste – spiegano le persone che negli scorsi mesi hanno animato il tavolo – sono, in sé, imprese collettive. Ci stiamo organizzando per ricordarlo a chi amministra la città, per fare in modo che sempre più persone possano essere partecipi delle scelte che possono influenzare, positivamente o negativamente, la vita quotidiana delle triestine e dei triestini. «Crediamo che la partita del riutilizzo dell’area del Porto Vecchio non possa non tenere conto delle esigenze di una città in calo demografico, costellata da crisi industriali, sempre più slegata tra centro e periferie, nella quale si continua a consumare suolo a fronte di un numero altissimo di edifici inutilizzati. Pensiamo anche che la prospettiva del recupero del Porto Vecchio sia un’occasione storica per riallacciare legami tra Trieste, il suo entroterra naturale e l’Alto Adriatico, in un’ottica di relazioni pacifiche e di cooperazione».

Attraverso l’incontro Porto vecchio, impresa collettiva”, prima ancora di costruire risposte all’altezza delle sfide tratteggiate, saranno condivise con più cittadini possibile le domande giuste, spiegano gli organizzatori dell’incontro. Ne anticipano alcune: Quale relazione si può costruire tra interessi privati e interessi pubblici nel recupero dell’area? Quali ricadute avrà questo auspicabile “equilibrio” di interessi sull’utilizzo pubblico e sulla riappropriazione collettiva del Porto Vecchio, così come sulla qualità degli spazi pubblici? È possibile immaginare un Porto Vecchio autosufficiente, che concretizzi la transizione ecologica di cui c’è sempre più urgenza? Porto Vecchio sarà verde, a fronte di un centro città asfittico? E quale tipo di accessibilità dall’esterno e mobilità interna ci si immagina per quell’area incastonata tra Adriatico e Carso? Sarà favorita la pedonalità e la ciclabilità o sarà l’ennesimo spazio invaso dalle auto? È possibile immaginare usi temporanei dei magazzini che prendano piede in attesa dell’inevitabilmente lungo recupero completo dell’area? Il Porto Vecchio sarà uno spazio in cui l’alta formazione, la ricerca, l’arte e la cultura generano nuove economie? Riuscirà cioè a generare nuova occupazione di qualità? Quale sarà il peso dello sviluppo turistico? E che tipo di residenza si immagina di insediare nell’area, e con quali servizi a supporto della stessa?

Queste sono solo alcune delle domande che l’incontro pubblico “Porto vecchio, impresa collettiva” porterà all’attenzione dei partecipanti, «perchè le risposte possano essere frutto di un processo collettivo, di interrogazione e ascolto in città, nei rioni, con gli enti culturali e scientifici, le organizzazioni, le associazioni e i comitati attivi a Trieste, le tante e i tanti che esprimono preoccupazione e speranza per il futuro della città».

L’incontro pubblico “Porto vecchio, impresa collettiva” verrà introdotto da Giulio Lauri e si aprirà con due comunicazioni di Lucia Krasovec – Lucas e di William Starc per mettere sul tappeto le questioni portanti, e cioè la consistenza dell’area del Porto Vecchio in relazione con l’area della città e le opportunità e i rischi dei diversi approcci ipotizzabili per la sua trasformazione, inframmezzate da una panoramica di Roberto Dambrosi su alcuni dei buchi neri presenti nel tessuto urbano della città. La seconda parte dell’incontro, coordinata da Riccardo Laterza e Gaia Novati, sarà dedicata alla partecipazione attivadei cittadini intervenuti, a cui verrà chiesto di scegliere uno dei diversi Tavoli di lavoro e confronto, che avranno il compito di approfondire i vari temi e che cominciano ad essere una costante del modo di lavorare di un’altra città.

In questi mesi, infatti, la rete civica ha promosso più Tavoli di confronto e riflessione dei cittadini sui temi di interesse diffuso: dalle migrazioni, alle periferie sociali, dall’Ambiente alle diseguaglianze sociali. Con l’incontro del 2 dicembre l‘obiettivo della Rete è quello di aprire un confronto permanente non solo sulle future destinazioni d’uso del Porto Vecchio in rapporto allo sviluppo della città, ma anche, in una visione prospettiva complessiva, sulle scelte legate ai quartieri e alle periferie e in generale sugli obiettivi di rigenerazione urbana di Trieste, da individuare attraverso un metodo che consenta di aprire spazi reali di partecipazione dei cittadini alle decisioni sul futuro della città. un’Altra città si è costituita proprio per mettere in comunicazione fra loro, e valorizzare nella vita pubblica, i tanti microcosmi che concorrono alla ricchezza sociale della città, ovvero le tante buone pratiche presenti a Trieste nei campi della solidarietà, dell’accoglienza, della partecipazione alla vita pubblica, della cultura, della cura dell’ambiente, della salute, dell’attenzione al futuro delle nuove generazioni. Temi sui quali è essenziale la partecipazione dei cittadini e la condivisione delle necessità, delle urgenze, delle aspettative delle persone nella res publica.

 

 

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Conversazione di Elena Pontiggia sull’artista Maria Lai venerdì 29 novembre allo Studio Tommaseo di Trieste

TRIESTE – Venerdì 29 novembre 2019 alle ore 18.00, lo Studio Tommaseo (via del Monte 2/1, Trieste) ospiterà una conversazione di Elena Pontiggia in occasione del centenario della nascita di Maria Lai.
Assieme alla relatrice si ripercorreranno le tappe e le metamorfosi che hanno caratterizzato l’articolato percorso che ha contribuito a rendere Maria Lai una delle più grandi artiste contemporanee italiane: dalle prime esperienze a Roma con Marino Mazzacurati e poi a Venezia con Arturo Martini, fino ad arrivare ai suoi lavori più recenti, come la sua ultima azione partecipativa Essere è tessere (2008).

Elena Pontiggia è la massima esperta di questa artista ed ha pubblicato nel 2017 il volume “Maria Lai. Arte e relazione” che raccoglie tutta la produzione di Maria Lai e aggiunge alcuni rilevanti materiali inediti.
L’incontro con l’autrice costituirà inoltre un momento importante per ricordare la lunga e splendida collaborazione dell’artista sarda con lo Studio Tommaseo durato oltre trent’anni.

Maria Lai (1919-2013) è stata una delle più grandi artiste italiane del Novecento. Nata ad Ulassai, un piccolo paesino sardo, si trasferisce prima a Roma dove frequenta il liceo artistico e successivamente a Venezia, dove si iscrive all’Accademia di Belle Arti. Nei primi anni della sua carriera artistica utilizza tecniche e materiali diversi legati alla vita quotidiana e al lavoro domestico. Negli anni ottanta la sua ricerca artistica si rivolge soprattutto agli interventi sul paesaggio: nel 1981 realizza la celebre opera d’arte relazionale Legarsi alla Montagna proprio nel suo paese d’origine.
Nel 2017 viene celebrata alla Biennale di Venezia e a “Documenta”; nel 2018 Elena Pontiggia cura per gli Uffizi un’importante mostra retrospettiva a palazzo Pitti a Firenze.

Elena Pontiggia storico dell’arte, collabora come critico d’arte per diversi giornali e riviste. Ha insegnato al Politecnico di Milano ed è attualmente docente di Storia dell’arte contemporanea per l’Accademia di Brera.
Si occupa dell’arte italiana e internazionale fra le due guerre e del rapporto tra modernità e classicità. Ha pubblicato numerosi testi teorici tra i quali: Edward Hopper (Rizzoli, 2002); Modernità e classicità. Il Ritorno all’ordine in Europa, dal primo dopoguerra agli anni trenta (Bruno Mondadori, 2008); Mario Sironi (Johan&Levi, 2015). Nel 1996 si aggiudica il premio “San Valentino d’oro” per la Storia dell’arte e nel 2009 per Modernità e classicità. Il Ritorno all’ordine in Europa, dal primo dopoguerra agli anni trenta le viene assegnato il premio Carducci.

 

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“Macchine all’inCirca”: il circo (contemporaneo) racconta Leonardo. Il via il 1° dicembre a Cividale

CIVIDALE – Meccanica rinascimentale e arte circense, che ci sia un nesso? Secondo il collettivo Circo all’inCirca, sì! Si tratta della costante ricerca di soluzioni innovative per la realizzazione di opere e manufatti. Da non dimenticare, poi, che «il rinascimento è il momento culminante di un processo di umanizzazione della società», come ha ricordato Davide Perissutti (nella foto tra Joseph Facchin e Angela Zappulla) , il presidente di Circo all’inCirca, ma anche regista e direttore artistico dello spettacolo. Proprio lui, martedì 19 novembre 2019 in occasione della conferenza stampa di presentazione della rappresentazione di circo contemporaneo dedicata a Leonardo da Vinci (realizzato con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e in collaborazione con ZeroIdee, Gli Alcuni, Ortoteatro, Artisti Associati, Cirqueon), “Macchine all’inCirca” (cuore del più ampio progetto “Leonardo all’inCirca”), ha sottolineato come «a partire da tale riflessione epocale sono nate certe forme di spettacolo antenate dell’attuale circo contemporaneo. Quello di Leonardo è l’uomo al centro. Per questo motivo la ricerca artistica percorre la duplice via della macchina e dell’individuo». 

Gli spettacoli – Con in testa queste idee e nel corpo le discipline circensi – dell’acrobatica mano a mano, della corda aerea, della giocoleria e della ruota di Cyr – gli artisti circensi hanno creato uno spettacolo ad hoc attraverso il quale, accompagnati da un regista e due musicisti, cercheranno di descrivere ad adulti e bambini (consigliato dai 6 anni in su) il genio rinascimentale. Il debutto è in programma il 1° dicembre al Teatro Ristori di Cividale del Friuli, dalle 18. La giornata comincerà già nel pomeriggio con “Leo da Vinci – Missione Monna”, cartoon realizzato da “Gli Alcuni” che sarà messo in onda sempre al Ristori. Alle 16.30, invece, i piccoli saranno coinvolti in un workshop organizzato da Ortoteatro, sempre al teatro. Le repliche dello spettacolo sono invece in programma il 6 dicembre alla sede del Circo all’inCirca, in via Cividina 17, a Udine, alle 20.30. Alle 19 sarà proiettato Leo da Vinci – Missione Monna. Il 31 gennaio tutti a Muggia, alle 20.30; il 7 febbraio a Gradisca d’Isonzo, alle 20, in sala Bergamas. Sempre lì, ma alle 9.30 del mattino, andrà in scena Leonardo, che genio!, una produzione Teatro dell’Elfo. L’8, ancora in sala Bergamas, ci sarà il workshop organizzato da Circo all’inCirca per i bimbi. Il 20 febbraio lo spettacolo andrà in scena ad Artegna. Il 1° marzo gran finale a Cordenons.

Le dichiarazioni – «A nome della Regione Friuli Venezia Giulia e come Assessore alla cultura – ha fatto sapere Tiziana Gibelli – sono lieta di porgere il mio più caloroso saluto a tutti i collaboratori del Circo all’inCirca che hanno ideato lo spettacolo dedicato a Leonardo Da Vinci, “Macchine all’inCirca”. Un’altra grande e autentica manifestazione culturale d’arte circense che vuole mettere in risalto il nostro genio italiano precursore di intuizioni impensabili per la sua epoca. Il progetto, originale e ambizioso, coinvolge artisti di diverse nazionalità ed è rivolto a un pubblico variegato e appartenente a generazioni diverse. Saranno 45 minuti di intrattenimento, ma anche di riflessione sul rapporto tra macchina e uomo al quale ogni spettatore avrà modo di dare una sua interpretazione. Buona visione e buon divertimento a grandi e piccini».

«Siamo lieti che questo progetto parta da Cividale del Friuli per presentarsi al grande pubblico», ha sottolineato Angela Zappulla, assessore alla Cultura del Comune di Cividale, precisando: «La nostra città è da sempre attenta e sensibile all’opera di conoscenza, valorizzazione e divulgazione della cultura. Siamo impegnati e sensibili a tutte le forme d’arte (anche alle più innovative come quelle di Circo all’inCirca e dei suoi partner) convinti che essa sia un veicolo di conoscenza capace di coinvolgere tutti, compresi i più piccoli. Siamo quindi convinti che grazie a questo innovativo progetto di Circo all’inCirca e grazie alla Regione che lo ha finanziato, tantissimi giovani e adulti si avvicineranno con curiosità a Leonardo e si appassioneranno alla mente illuminata e sconfinata del suo genio».

«Ringrazio il Comune di Cividale, partner dell’evento, per la fiducia data a questo progetto sperimentale. È significativo – ha precisato Perissutti – che la città valorizzi il lavoro di una realtà culturale impegnata per il territorio regionale, è ancor più che dia spazio ad artisti friulani in grado fare rete con le altre realtà locali e attrarre compagnie internazionali. Dico questo perché, nonostante le enormi difficoltà che quotidianamente dobbiamo affrontare per far sopravvivere i nostri progetti in una terra apparentemente inospitale per un certo modo di fare cultura, ritengo di essere anche molto fortunato di poter contare su istituzioni come il Comune di Cividale che accolgono le nostre proposte e come la Regione Fvg che sostiene economicamente le nostre idee e ci permette di realizzare i nostri progetti artistici».

Gli artisti – Sul palco, in via eccezionale, saliranno artisti provenienti da Cile (Florencia Merello), Repubblica Ceca (Klara Haijdinova), Piemonte (Giulia Racca), Trentino Alto Adige (Matteo Carli che per il collettivo Zeroidee ha curato la scenografia) e Friuli Venezia Giulia (Valentina Bomben, Mattia Comisso, Marco Floran, Davide Marzona e Davide Perissutti). Saranno loro a “raccontare”, in 45 minuti (tanto dura lo spettacolo), il tema del moto perpetuo. Un concetto della fisica e della meccanica che sconfina facilmente nella riflessione filosofica sull’infinito. È possibile che una macchina sia autonoma per sempre? Evidentemente no, lo dice chiaramente il primo principio della termodinamica. Eppure l’uomo da sempre tenta, testardo, di costruire la macchina perfetta, assomigliando a un alchimista o a un artista circense che, ostinato, sfida la gravità. È forse questo il modo migliore per raccontare il genio, la voglia di scoprire l’impossibile, la passione per il processo creativo che quasi dimentica l’obiettivo finale. È su questa strada che l’uomo rischia di sostituirsi a Dio, è qui che scopre di essere il tassello universale che congiunge il finito con l’infinito.

Circo all’inCirca – Un collettivo di giovani artisti nato dall’esigenza di una narrazione creativa a servizio della gente. Il gruppo si è costituito come associazione nel 2010 e ha creato una compagnia stabile di artisti circensi che conduce il proprio lavoro e la propria ricerca sugli orizzonti del teatro fisico, della comunicazione non verbale, della disciplina sportiva applicata alle arti circensi, ma non solo. La metafora del circo fa da sfondo agli itinerari di ricerca che attraverso competenze professionali di diverso valore artistico e pedagogico conducono il Circo all’inCirca anche sui terreni dell’impegno sociale, espressione primaria della ricerca di bellezza cui i componenti dell’Associazione si fanno carico. Esattamente come nel circo classico diversi e sorprendenti fenomeni producono un unico spettacolo, così nelle proposte dell’associazione diversi settori tra loro eterogenei generano percorsi trasversali di comunicazione, ricerca e formazione.

Info: www.circoallincirca.it | Facebook |

 

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